LOGICAL TERROR – Ashes Of Fate

Pubblicato il 11/05/2016 da
voto
7.0
  • Band: LOGICAL TERROR
  • Durata: 00:37:10
  • Disponibile dal: 05/06/2016
  • Etichetta: Darktunes Music Group
  • Distributore:

Che gli emiliani Logical Terror fossero un gruppo che, come si suol dire, ‘fa sul serio’ lo si era capito sin dal debutto. “Almost Human”, infatti, uscito nel 2011, fu un lavoro piacevole da ascoltare, un concept interessante, album di un gruppo se vogliamo come tanti, dal punto di vista stilistico, ma con le idee estremamente chiare. A cinque anni di distanza il combo modenese torna sulle scene con un lavoro di una professionalità indiscutibile, una presentazione da band affermata e di caratura internazionale, lontano anni luce da tante realtà di provincia e amatoriali, l’impressione è quella di avere a che fare con dei professionisti. A cominciare dall’artwork, ad opera di Keerych Luminokaya (Meshuggah), passando per una produzione bombastica, cristallina e potente, insomma professionale, e proseguendo anche attraverso le collaborazioni con artisti importanti tipo Jon Howard dei Threat Signal, o Bjorn ‘Speed’ Streed dei Soilwork. “Ashes Of Faith” mette in risalto una certa serietà e anche delle possibilità economiche, ma che vengono messe a disposizione di un progetto in cui i Nostri credono ciecamente e in cui, giustamente, investono senza remore e in maniera mirata. Musicalmente parliamo di una proposta rivolta a un pubblico il più vasto possibile: un sound moderno e catchy, ricco di elettronica e synth, molto orecchiabile e memorizzabile che affonda le proprie influenze in quanto di buono é stato fatto da gruppi blasonati come Soilwork (in particolar modo), Mnemic, Fear Factory, i tempi storti dei Meshuggah prima e del djent di oggi. I pezzi sono tutti talmente ineccepibili dal punto di vista strutturale, ritmico e tecnico che trovarvi un difetto di forma diventerebbe quasi un lavoro, che di sicuro non ci metteremo a fare. L’intero platter scorre piacevolmente e senza intoppi, i ritornelli si attaccano alla corteccia cerebrale dell’ascoltatore con grande facilità. Tuttavia, in questo quadro scevro da difetti apparenti, non possiamo non esimerci dal notare una spersonalizzazione del suono: è come se i brani fossero una sorta di tributo a un artista o ad una band. Ecco quindi che in una “Ten Thousand Falls” ci troviamo alle prese con un chorus che sembra uscire da “Stabbing The Drama” dei Soilwork e con uno stacco letteralmente scippato a “City” degli Strapping Young Lad; oppure in “Nowhere To Nowhere” e “Darkest Night” dove i riff portanti sono una semplificazione di quanto di buono fatto dai Meshuggah, con i ritornelli degli Mnemic, il tutto con un sottofondo di tastiere ancora una volta nettamente Soilworkiane. E’ come se ci fosse una sorta di copia/incolla tra le varie influenze dei componenti del gruppo, ma senza una reinterpretazione personale, e questo alla fine dei conti è proprio l’elemento che manca ai Nostri per fare quel salto di qualità: un tratto riconoscibile, qualcosa che li renda inequivocabilmente Logical Terror, e non un gruppo come tanti. Detto questo, se siete amanti delle sonorità moderne sopra descritte dovete appuntarvi questo nome e procurarvi questo platter, perché sicuramente ne sentirete parlare ancora.

TRACKLIST

  1. Ten Thousand Falls
  2. The World Was Mine
  3. Nowhere To Nowhere
  4. Shattered Crown
  5. Ashes Of Fate
  6. Darkest Night
  7. The Long Descent
  8. Another Day Gone
  9. Coming Undone
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