LOMA PRIETA – Self Portrait

Pubblicato il 09/12/2015 da
voto
7.0
  • Band: LOMA PRIETA
  • Durata: 00:32:09
  • Disponibile dal: 02/10/2015
  • Etichetta:
  • Deathwish Inc.

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Cambio di approccio per i Loma Prieta, che con questo loro quinto album provano a lasciarsi alle spalle lo spettro dei Funeral Diner e quelle soluzioni prettamente hardcore / DIY screamo su cui verteva gran parte del loro vecchio repertorio. Il gruppo di San Francisco appare oggi meno tormentato, sicuramente meno rabbioso e, al contrario, più incline a dare spazio alla sua anima malinconica. Le differenze che si notano subito rispetto al passato sono essenzialmente due: il cantato è meno isterico e il suono è molto più ordinato, anche se non è venuta meno una notevole ricchezza di input. C’è molta varietà tra una canzone e l’altra proprio nella costruzione del suono, con un utilizzo della melodia che non è mai uguale a sè stesso e con una occasionale ricerca del crescendo euforico che può far venire alla mente i sempre più noti Touchè Amorè. Anche dal punto di vista ritmico le tracce si differenziano abbastanza l’una dall’altra: la frenesia non è appunto più una componente fondamentale del tipico brano Loma Prieta e alcune parentesi sono decisamente blande, tanto che in certi casi, vista anche la curiosa ispirazione melodica, si può quasi arrivare a parlare di dream pop o shoegaze (irrobustiti). Tutta questa distensione tuttavia non appare mai una forzatura o un esercizio di stile fine a sè stesso, ma si percepisce come ogni scelta sia funzionale soprattutto a far sì che non venga più a mancare quel calore emotivo che un tempo poteva magari perdersi in mille cambi di tempo e strutture nervosissime. L’evoluzione musicale risulta insomma nel complesso ben studiata; alcuni dubbi sorgono invece guardando le linee vocali, ora più vicine al pulito che allo screaming, ma non esattamente esemplari nè dal punto di vista tecnico, nè da quello espressivo. Il problema non è di poco conto, soprattutto perché arriva un po’ a frenare certe aperture particolarmente trionfali, tuttavia “Self Portrait” merita comunque un giudizio positivo proprio perché la band è stata capace di trovare il modo di mantenere viva la propria personalità, rinnovando il proprio stile, ma mantenendo saldi alcuni punti di forza che l’hanno accompagnata fin dall’inizio.

TRACKLIST

  1. Love
  2. Black Square
  3. Roadside Cross
  4. Net Gain
  5. More Perfect
  6. Nostalgia
  7. Never Remember
  8. Merciless
  9. Rings
  10. Satellite
2 commenti
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