LONELY ROBOT – Please Come Home

Pubblicato il 23/04/2015 da
voto
7.0
  • Band: LONELY ROBOT
  • Durata: 61:00
  • Disponibile dal: 23/02/2015
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Universal

Lonely Robot è il nome del progetto che vede il chitarrista, produttore e cantante progressive inglese John Mitchell prendere le mosse dalle sue numerose partecipazioni e comparse verso la direzione del solo-project; partecipazioni e comparse tra le quali ricordiamo sicuramente quella con le formazione storica inglese degli It Bites (in sostituzione del fondatore Francis Dunnery), con l’altrettanto storica formazione neo-progressive degli Arena così come dei The Urbane, con la superformazione dei Frost* e quella dei Kino e le numerosissime collaborazioni con praticamente tutti i musicisti progressive inglesi, così come i suoi lavori di produzioni con band più alternative contemporaneo come Enter Shikari, You Me At Six, Architects e molti altri. Personaggio mica male per storia e costituzione musicale, amicizie nel giro giusto e spirito da musicista di altissimo livello. E’ nel 2015 che decide però di uscire come vero e proprio leader di questo progetto tutto suo, dal nome Lonely Robot: un qualcosa che, come dice lui stesso, diventa un modo per esprimere veramente la propria personalità, senza che nessuno si aspetti qualcosa di particolare e vincolante, ma totalmente libero. “Un album assolutamente prog, ma più d’atmosfera che di tecnicismi”, come tende a sottolineare il musicista in persona. “Please Come Home”, che esce per l’emblematica Inside Out, è infatti molto vicino alle sonorità Kino e lascia liberare le atmosfere dilatate più che i pattern più complessi che avevano caratterizzato i primi giri delle formazioni degli Arena e degli It Bites. Accompagnato dal bassista Nick Beggs e dal batterista Craig Blundell cosi come dagli amici/ospiti Steve Hogarth, Jem Godfrey, Nik Kershaw, Heather Findlay, Kim Seviour e Peter Cox e il contributo all’immaginario fantascientifico è apportato dalla voce dell’attore Lee Ingleby. Dopo un introduzione neo-progressive come quella di “Airlock”, pomposa, tastieristica ma senza eccesso barocco, si dà la luce al neonato robot di cui si parla nei sessanta minuti di “Please Come Home” e del progetto Lonely Robot. I sentori Marillion, Flower Kings, Spock’s Beard sono i più evidenti, per nomea e costituzione, ma è comunque un piacere sentirli provenire da un personaggio che è convissuto con quel clima e con quelle stesse persone. Anacronismo tenuto ben a bada quindi, in favore di un impatto moderno che però è debitore di una tradizione ben circoscritta ad un certo periodo stilistico. Valutato in questo modo, il progetto di Mitchell funziona più che discretamente. “God Vs. Man” e “The Boy In The Radio” sono ottime presentazioni per il disco e la narrazione che si dipana poi in momenti più intimi (come la di poco successiva “What Do We Say”), ma sempre di livello ampiamente soddisfacente, senza mai brillare particolarmente, ma assestandosi su standard più che discreti e piacevolmente affabili, senza mai perdere il suo appeal. “Lonely Robot” contiene anche tra gli stacchi più potenti e intriganti del lavoro, sapientamente posti alla metà esatta della narrazione e alternati in un miscuglio progressive di sicuro impatto e riuscita. La combo finale “Humans Being” e “The Red Balloon” portano anche a livelli di climax molto alto tutto il concept e i sentimenti intimi che emergono suadenti e piacevoli. Ad arricchire l’edizione del disco anche tre versioni (una ambient, una di piano e una di diverso mix) di brani del disco, più che preziose e non meramente riempitive.”Please Come Home” non sarà una pietra miliare, nè per personalità nè per composizione, nè per brani indimenticabili e sarà ben lontano da essere un concept prog come “Yoshimi Battles The Pink Robots” dei Flaming Lips. Ma la personalità del suo padre affonda le sue radici in territori significativi che rendono inevitabilmente questo suo lavoro piacevolmente onesto, ben scritto, ben suonato, ben prodotto e ben narrato in tutta la sua (ampia) lunghezza. Prima prova del solo-Mitchell superata.

TRACKLIST

  1. Airlock
  2. God Vs. Man
  3. The Boy In The Radio
  4. Why Do We Stay?
  5. Lonely Robot
  6. A Godless Sea
  7. Oubliette
  8. Construct/Obstruct
  9. Are We Copies?
  10. Humans Being
  11. The Red Balloon
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