LONELY ROBOT – Under Stars

Pubblicato il 08/05/2019 da
voto
7.0
  • Band: LONELY ROBOT
  • Durata: 49:49
  • Disponibile dal: 26/04/2019
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Sony

Sembra essere giunta la conclusione del progetto Lonely Robot, creatura dettata dal mastermind John Mitchell (appena reduce dal nuovo Arena) e qui accompagnata dal mitico Craig Blundell dietro le pelli e da Steve Vantsis al basso. La canzone finale di questo “Under Stars” infatti recita “An Ending”, riproponendo e rivisitando la canzone del primo album “Please Come Home” che porta il nome del progetto stesso. “Penso che possa essere un buon modo per portare il tutto verso una conclusione soddisfacente” dice infatti il polistrumentista inglese, uno dei capisaldi del progressive rock in terra anglosassone. Se questa è davvero una conclusione non possiamo saperlo con certezza, ma di certo si può dire che questo nuovo lavoro sia una degna chiusura del cerchio.
“Ancient Ascendants” apre il lavoro (dopo l’introduzione di “Terminal Earth”) con un’ottima opener piuttosto canonica ma catchy abbastanza da riportare la narrazione sulle peregrinazioni dell’astronauta protagonista di questa trilogia. Il tono compositivo non si discosta molto da i progetti di casa Inside Out (o Kscope) e da quel progressive rock inglese che comunque fa capo, oltre alla stessa etichetta, anche a – quasi sempre – gli stessi personaggi. “Under Stars” però rivela anche delle piacevoli ed intriganti sorprese che risultano tali anche alla luce del fatto che le composizioni per questo disco non sono durate poco più di qualche settimana. Il buon Mitchell è un grande sfornatore di musica e tante volte non è un bene per i prodotti che ne escono. Invece, con sorpresa, appaiono brani come “Icarus”, orientati su coordinate synth-pop anni Ottanta, e in cui la cassa in quattro sembra quasi spaesante all’interno di musiche come questa. “The Only Time I Don’t Belong Is Now” è invece forse una delle prog-song più riuscite dell’album, con quel sentore che ormai si associa a Steven Wilson, ma che comunque riesce a risultare funzionante per riportare il ritmo della narrazione ad una efficacia interessante per il proseguo del disco.
Vincitrice del toto è però la traccia “How Bright Is The Sun?”, capace di mostrare l’emotività del personaggio-astronauta che rappresenta l’intera umanità al cospetto della magnificenza del sole e del mistero del cosmo. In sostanza, questo “Under Stars” si pone come un tassello necessario al completamento del progetto Lonely Robot: progetto che si va ad inserire nella grande produzione targata Mitchell ma non risente della mancanza di grandi tempistiche compositive. Un buon album progressive che chiude degnamente il cerchio iniziato con “Please Come Home” quattro anni fa.

TRACKLIST

  1. Terminal Earth
  2. Ancient Ascendant
  3. Icarus
  4. Under Stars
  5. Authorship Of Our Lives
  6. The Signal
  7. The Only Time I Don't Belong Is Now
  8. When Gravity Fails
  9. How Bright Is The Sun?
  10. Inside This Machine
  11. An Ending
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