LORD BELIAL – The Black Curse

Pubblicato il 15/10/2008 da
voto
8.5
  • Band: LORD BELIAL
  • Durata: 00:52:28
  • Disponibile dal: 01/10/2008
  • Etichetta: Regain Records
  • Distributore: Self

Senza esagerazioni possiamo considerare “The Black Curse” l’album black metal dell’anno. Così come a distanza di tanti anni tutti ricordiamo il meraviglioso “Enter The Moonlight Gate”, tra una decina d’anni rimpiangeremo il capolavoro d’arte nera “The Black Curse”. Non a caso la formazione è la stessa dei due album sopra citati, evidentemente l’empatia diabolica che scorre tra i tre fratelli Backelin e Vassago è più viva che mai! Il nuovo e ottavo studio album dei Lord Belial è il sigillo definitivo su una carriera tempestata spesso di ottimi album; soprattutto l’entrata nella Regain Records ha coinciso con un risveglio dei Lord Belial: prima tre bellissimi album lenti e apocalittici, poi questo sfogo di tutta la loro demoniaca rabbia nelle canzoni luciferine di “The Black Curse”. L’opener “Pazuzu (Lord Of Fevers And Plague)” può sembrare sempliciotta nel riffing e nella struttura, ma presenta invece delle piccole novità nel trademark della band: un riffing dissonante e alienante, nuovo al classico stile dei fratelli Backelin, e l’introduzione dei cori è una novità assoluta! I brani d’ottima fattura non si contano, “Sworn” è la summa della classe del combo svedese, un inno sinfonico, malvagio, infarcito di arpeggi e momenti atmosferici davvero incantevoli e di quel metal infernale che solo poche band riescono a riprodurre. In più lo screaming nitido di Thomas permette di capire quasi tutti i testi dei brani senza leggerli. La figura di Satana così come la ritraeva Milton nelle sue pagine del “Paradiso Perduto” è qui più vivida che mai, l’odore di zolfo è ovunque, ma c’è anche quella cupa sensazione di una apocalisse imminente che getta una tetra luce fatalista su tutta la release. “The Black Curse” ha la violenza che mancava a “The Seal Of Belial” e “Nocturnal Beast”, mentre possiede quel tocco notturno e la genialità compositiva che mancavano in “Revelation (The 7th Seal)”. Da paura la rievocazione rituale del male in “Ascension Of Lilith”, un brano destinato a lasciare traccia come “Lamia”, forse la miglior espressione artistica dei Lord Belial in tutti questi anni. Non dobbiamo più avere nostalgia del passato e dei suoi capolavori come “Enter The Moonlight Gate”, quel tipico black sound svedese è tornato in vita. Inchiniamoci davanti a questi quattro demoni seguaci di Belial!

TRACKLIST

  1. Pazuzu - Lord of Fevers and Plague
  2. Trumpets of Doom
  3. Sworn
  4. Inexorable Retribution
  5. Antichrist Reborn
  6. Primordial Incantation
  7. Devilish Enlightenment
  8. Ascension of Lilith
  9. Unorthodox Catharsis
  10. Soulgate
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