LORNA SHORE – Immortal

Pubblicato il 08/02/2020 da
voto
7.5
  • Band: LORNA SHORE
  • Durata: 00:45:02
  • Disponibile dal: 31/01/2020
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Sony

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E’ qualche anno che i Lorna Shore sgomitano nei ranghi del deathcore per fare il definitivo salto di qualità. Quella del New Jersey è una band che in studio ha fatto bene e meglio si è comportata nei tour a supporto delle realtà più in vista della scena, ma a coglierne i frutti sembrava essere solamente il vocalist Tom Barber, che nel 2018 lasciò il gruppo a favore dei più popolari Chelsea Grin. La permanenza ridottissima del sostituto CJ McCreery, silurato istantaneamente e senza possibilità di appello in seguito ad accuse di comportamento abusivo e razzista, è stata un secondo colpo fatale proprio alla vigilia della pubblicazione di “Immortal”, ma a quanto pare il mastermind Adam De Micco non ha alcuna intenzione di mettere la parola fine alla sua martoriata creatura. A ragione ci vien da dire, visto che il terzo disco in studio dei Lorna Shore, dal profetico titolo, ha il sapore del riscatto. Pubblicato secondo i piani nonostante il posto di vocalist vacante, “Immortal” è un grande passo avanti che va a mantenere il meglio della passata discografia snellendo la formula e spingendo per creare un suono personale e distintivo: in questo senso sono dominanti da subito gli innesti sinfonico/orchestrali, che vanno a permeare il disco in maniera determinante, aumentando la componente melodica e lo slancio epico (un esempio calzante è “Hollow Sentence”). Rimangono le influenze black metal, mentre il chitarrista/mastermind dimostra di aver affinato il proprio stile con assoli pregevoli e passaggi tecnici esaltanti all’interno di tracce costruite e rifinite in maniera minuziosa. Certo, i Lorna Shore rimangono all’interno del proprio genere di appartenenza (“This is Hell”, “King ov Deception”, “Darkest Spawn” finiranno in parecchie playlist) e sebbene le coordinate del vocalist sia quanto di più canonico nell’universo deathcore, la prestazione è assolutamente brutale, disumana e a tratti schifosamente laida (per farvi un’idea mettete “Misery System”). Anche i breakdown sono utilizzati in maniera più accorta e funzionale, aumentando così l’impatto in composizioni ben sviluppate. Tecnica, brutalità, pesantezza e atmosfera sono perfettamente bilanciate: è questo il miglior pregio di una raccolta che che può essere utilizzata come monumento alla resilienza, che merita di cancellare coi fatti tutto il tifone che ne ha anticipato l’uscita e schiacciando i Carnifex nel blackened deathcore.

TRACKLIST

  1. Immortal
  2. Death Portrait
  3. This Is Hell
  4. Hollow Sentence
  5. Warpath Of Disease
  6. Misery System
  7. Obsession
  8. King Ov Deception
  9. Darkest Spawn
  10. Relentless Torment
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