LOST SOCIETY – Hell Is A State Of Mind

Pubblicato il 03/03/2026 da
voto
7.5
  • Band: LOST SOCIETY
  • Durata: 00:39:50
  • Disponibile dal: 06/03/2026
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast

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Dopo l’uscita della biografia ufficiale dei Children Of Bodom, scritta dai membri superstiti, è notizia recente il fatto che gli stessi abbiano imbastito un paio di show tributo in cui negli scomodi panni del compianto Alexi Laiho si è calato Samy Elbanna, già cantante e chitarrista dei connazionali Lost Society.
Per quanto questa scelta abbia un fascino romantico – la sua band fu una delle ultime a creare un legame affettivo e non solo professionale con i Bodom durante un tour congiunto – ci auguriamo resti un caso isolato: oltre al fatto che vocalmente ci sono succedanei più credibili (basti vedere cosa sta facendo Petri Lindroos con i Warmen), la sua band principale sembra ormai in rampa di lancio dopo anni di gavetta.

Partiti come band thrash negli anni Dieci, dopo tre album un po’ derivativi ma comunque efficaci e di successo in madrepatria, hanno iniziato a sperimentare nei successivi due lavori (“No Absolution” e “If The Sky Came Down”) mescolando melodic death, metalcore e nu metal. Un’evoluzione se vogliamo non dissimile ai loro mentori di Espoo (anche loro autori di una svolta modernista a partire da “Hate Crew Deathroll”), ma per fortuna il passo successivo, incarnato dal qui presente “Hell Is A State Of Mind”, non vede un tracollo quanto piuttosto un ulteriore evoluzione.
Ne sembra convinta anche la Nuclear Blast, che per l’occasione ha messo a loro disposizione un’orchestra di quaranta elementi per garantire un sound ora più che mai in cinemascope, ed in effetti la potenza degli arrangiamenti in brani come “L’Appel Du Vide” è in grado di tenere testa ai Nightwish più magniloquenti.

Il termine di paragone più immediato è però quello degli Avenged Sevenfold – con particolare riferimento al periodo tra l’album bianco e “Nighhtmare”, per chi scrive i capolavori degli A7X insieme a “City Of Evil” e all’ultimo “Life Is But A Dream…” – al punto che a tratti sembra di assistere al “Tale e Quale Show” per come Samy Elbanna giochi a calarsi nei panni di M. Shadows.
Chiudendo un occhio su questo aspetto – in fin dei conti Synister Gates, Zacky Vengeance, The Rev e Johnny Christ sono tra i migliori musicisti della nuova generazione in ambito mainstream, e non ricordiamo chissà quanti loro epigoni – possiamo apprezzare le dieci tracce di questo sesto album dei Lost Society, inquadrabile fin dall’iniziale “Afterlife” (guarda caso lo stesso titolo di una delle canzoni di maggior successo dei Sevenfold…) come un heavy metal moderno con arrangiamenti da colonna sonora hollywoodiana, venature prog nelle parti soliste ed un approccio teatrale al cantato che emerge soprattutto in brani come “Kill The Lights” o“No Longer Human”, semi-ballad dal grande pathos sinfonico.
Per rendere il mix più interessante non manca qualche gustosa variazione sul tema: “Synthetic”, “Dead People Scare Me (But The Living Make Me Sick)” e “Persona Judas” aggiungono al mix un po’ di synth e parti rappate sulla scia degli ultimi Motionless In White, anche se il clou è rappresentato della title-track posta in chiusura, in cui tutti gli elementi di cui sopra coesistono in un saliscendi orchestrale degno di Michael Kamen.

La terra dei mille laghi ha già dimostrato in passato di poter occupare la prima fila nella scena metal grazie a band come Nightwish, Stratovarius, HIM e gli stessi Bodom: i Lost Society non ci sembrano ancora in grado di raggiungere questi livelli, anche per effetto di un terreno di gioco decisamente più affollato, ma “Hell Is A State Of Mind” resta comunque un disco piuttosto ambizioso e perfetto per fare breccia sul mercato (soprattutto americano).

TRACKLIST

  1. Afterlife
  2. Blood Diamond
  3. Synthetic
  4. Is This What You Wanted
  5. L’appel Du Vide
  6. Kill The Light
  7. No Longer Human
  8. Dead People Scare Me (But The Living Make Me Sick)
  9. Personal Judas
  10. Hell Is A State Of Mind
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