7.0
- Band: LOUDBLAST
- Durata: 00:41:12
- Disponibile dal: 06/11/2020
- Etichetta:
- Listenable Records
- Distributore: Audioglobe
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In un mondo sempre più dominato da incertezze e falsi miti, è necessario ancorarsi a quelle solide conferme, ultime rimaste, in grado di trasmettere un briciolo di tranquillità, utile ad alleviare le quotidiane preoccupazioni. Garanzie che oggi, in questo surreale 2020, arrivano direttamente dalla vicina Francia: forti di una carriera ormai trentacinquennale, i francesi Loudblast ci rassicurano con il loro personalissimo “Manifesto”, in cui dichiarano ancora una volta – l’ottava per la precisione – la propria passione, incrollabile, nei confronti del death metal più arcigno e letale e confermando la fama di autentici pionieri del genere in terra d’oltralpe. Una dedizione che ha saputo comunque aggiornarsi: i timbri crudi e nel contempo tecnici, presenti soprattutto negli album d’inizio anni Novanta (“Sublime Dementia” in primis), nel corso degli anni si sono infatti rivestiti di un’oscurità più moderna, in grado quindi di non cadere nella più facile delle operazioni revival. Chiariamo, non stiamo parlando di rinnovamenti o di chissà quale altro tentativo sperimentale: la creatura di Stéphane Buriez tiene alto lo stesso tricolore sventolato a suo tempo insieme ai compagni di merende dell’epoca (Agressor e Massacra su tutti).
Ciò che comunque appare evidente nelle dieci tracce del nuovo “Manifesto” è proprio la capacità dei Loudblast di saper offrire un prodotto nello stesso tempo compatto, variegato e soprattutto ben prodotto (buon lavoro della Listenable Records), in cui, a fianco delle canoniche trame che li hanno contraddistinti fino a questo momento, appaiono inserti melodici (“Invoking To Justify”) o addirittura tribali (“The Promethean Fire”, la migliore del lotto). Due brani, quelli menzionati, che fanno il pari con le rituali sfuriate death, a firma “Festering Pyre”, “Todestrieb” e “Relentless Horror”, testimoniando l’assoluta professionalità di una band che, forse, ha ottenuto meno di quanto avrebbe effettivamente meritato. Incorniciato dall’affascinante cover realizzata da Eliran Kantor (già autore degli ultimi artwork di casa Testament) “Manifesto” ha visto all’opera i due nuovi membri della formazione francese: Jerome Point-Canovas alla chitarra e Frederic Leclercq, già bassista dei Kreator; elementi che hanno permesso ai Loudblast di realizzare un full-length sicuramente più intrigante del precedente “Burial Ground”, che andrà a soddisfare i palati più tradizionali in chiave death.