7.0
- Band: LOVE AND DEATH
- Durata: 00:35:15
- Disponibile dal: 12/02/2021
- Etichetta:
- Earache
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Il componente più meme friendly dei Korn – dalle foto del battesimo post split all’immortale battuta “Korn gave Head to God” – pubblica dopo anni il suo terzo progetto parallelo, secondo con il nome Love & Death. Accompagnato dall’ex ‘enfant prodige’ JR Bareis (ora alla chitarra) e dai nuovi ingressi Isaiah Perez (batteria) e Jasen Rauch (Breaking Benjamin, qui al basso), Head diventa il frontman assoluto per dieci tracce che, ve lo diciamo subito, non provano nemmeno ad uscire dalla zona di comfort del ‘freak’ coi dread. Consapevole dei propri limiti, Welch riesce però a far bene quello che sa, dimostrando di aver lavorato e migliorato le sue capacità di vocalist soprattutto nel cantato pulito, che, contrariamente ai lavori precedenti, ritroveremo in dosi massicce in tutta la raccolta, coadiuvato dal capace Baires. Il risultato coincide con quello che tutti si aspettavano, ma, nonostante l’assenza totale di sorprese, i fan storici dei Korn e i nostalgici saranno contenti di sentire del nu metal fatto con tutti i crismi, senza accontentarsi di pesanti influenze mischiate ad hardcore e metalcore. Così si torna ad ascoltare liriche tormentate e ritmi sincopati con la giusta dose di melodia e senza quell’insolita propensione all’uptempo propria dei giovani gruppi revisionisti. Gli amici del rock cristiano chiamati a rapporto – Keith Wallen dei Breaking Benjamin, l’ex Flyleaf Lacey Sturm e Ryan Hayes dei Righteous Vendetta – non cambiano in nessun modo il formato che l’uomo della 7 corde ha contribuito a codificare, tanto che anche l’obbligatoria cover (stavolta tocca a Justin Bieber) si maschera agilmente tra gli inediti, pur ricordandoci gli Issues. Di sicuro mancano i fraseggi con Munky e qualche passaggio, per esempio i breakdown vocali, sarebbe meglio resti esclusiva delle band che quel suono l’hanno inventato, ma si rimane sempre abbondantemente sopra la sufficienza. Ad emergere, e siamo sicuri a comparire in un nutrito numero di playlist e anche ad essere ricordato, è il riuscito singolo “Down”, che trasforma l’abisso della dipendenza in un nuovo orgoglio personale. Continuando il percorso di recupero e redenzione, “Perfectly Preserved” renderà contenti tutti gli estimatori dell”Adidas rock’, genere che sta tornando con sempre maggiore insistenza assicurandosi il ricambio generazionale.
