LOWRIDER – Refractions

Pubblicato il 28/03/2020 da
voto
7.5
  • Band: LOWRIDER
  • Durata: 00:41:37
  • Disponibile dal: 21/02/2020
  • Etichetta:
  • Blues Funeral Recordings

Forse ai più il nome Lowrider non dirà molto, ma per chi segue da sempre la scena stoner questa band svedese ha segnato alcuni momenti storici: prima di tutto la partecipazione alla mitologica compilation “Welcome To Meteorcity”, edita dall’omonima etichetta statunitense e che ha contribuito in maniera determinante alla nascita della cosiddetta scena desert rock, alla fine degli anni ‘90; poi uno split con i Nebula, tassello fondamentale per la crescita di quella stessa scena; infine, e soprattutto, il loro unico album “Ode To Io”, considerato dagli appassionati come uno dei capisaldi del genere, alla pari di nomi ben più blasonati. Il mancato successo dei Lowrider, alla luce di tutto ciò, sembra essere un mistero e il gruppo è praticamente scomparso per quasi vent’anni, nonostante la scena svedese, di cui sono stati in un certo senso tra i pionieri, abbia continuato a crescere con band del calibro di Monolord e Greenleaf.
“Refractions” arriva quindi dopo un lungo stop, ma nulla sembra essere cambiato: l’album è un lungo viaggio su una polverosa autostrada nel mezzo di un deserto, come da consolidata tradizione. I numi tutelari sono ancora una volta i Kyuss, ma con una leggera spruzzata di punk qua e là: un po’ come nei Nebula più diretti. Strutture semplici e ripetute, riff pieni di groove, voce monocorde ma evocativa, pesantezza a tonnellate, intermezzi psichedelici: queste sono le caratteristiche peculiari del loro suono, e in quest’album ci sono tutte. Il tempo sembra essersi fermato alla fine degli anni ’90 per i Lowrider (o negli anni ’70, se si considera che lì sta la radice di questa musica); a conferma di tutto ciò, la stessa band ha ammesso che la maggior parte del materiale è stato scritto parecchi anni fa. Forse l’unica, piccola differenza con i loro pezzi del passato è la presenza ancora più massiccia di psichedelia: in “Ode To Ganymede” fa addirittura capolino uno splendido organo che ci riporta alle scorribande tastieristiche dei Deep Purple. Molto evocativa la conclusiva “Pipe Rider” che, con i suoi undici minuti abbondanti di durata, è una continua alternanza tra riff granitici e momenti più rilassati con le tastiere in evidenza, mentre la voce è ridotta all’osso. Un ottimo disco che ribadisce quanto di buono proposto in passato. Considerato il genere, è anche giusto che sia così, visto che in fondo è difficile chiedere ad un gruppo stoner di essere innovativo. “Refractions” ci restituisce una band in forma, nella speranza di non dover aspettare ancora così a lungo per ascoltare qualcosa di nuovo.

TRACKLIST

  1. Red River
  2. Ode To Ganymede
  3. Sernanders Krog
  4. Ol' Mule Pepe
  5. Sun Devil / M87*
  6. Pipe Rider
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