LUCID DREAM – The Eleventh Illusion

Pubblicato il 31/12/2013 da
voto
7.5
  • Band: LUCID DREAM
  • Durata: 01:00:30
  • Disponibile dal: 17/11/2013
  • Etichetta:
  • Distributore:

Opera imponente, questo “The Eleventh Illusion” dei nostrani Lucid Dream, non c’è che dire. Un’opera variegata e multisfaccettata, appoggiata su un concept metafisico concernente il concetto di umano e dell’artista che vive in esso; un’opera che richiede da parte nostra un attento ascolto e una più attenta descrizione e che, ve lo diciamo subito, altrettanto impegno richiede anche a voi ascoltatori. Pregio o difetto per adesso non lo diciamo, ma lo scriviamo quale semplice dato di fatto: “The Eleventh Illusion” contiene veramente molti input, più di quanti ne supponevamo in un album lungo sessanta minuti. Ricordando per chi non li conosca la storia della band e di chi ne fa parte occorre segnalare che questo album non è il debutto per la band genovese, ma segue invece di due anni l’esordio “Visions From Cosmos 11”, buon lavoro di progressive metal le cui sonorità sono riprese solo in parte in questo secondo disco. Da citare inoltre il chitarrista e compositore principale Simone Terigi, musicista che già apprezzammo su queste pagine appunto un paio di anni fa, in occasione però dell’uscita del suo sforzo solista, “Rock Meditation”. Come dicevamo, le sonorità di “Visions From Cosmos 11” sono qui riprese soltanto in parte: la band in due anni sembra aver attraversato un fortissimo e visibile processo di maturazione, che li ha portati a staccarsi dalle già citate sonorità prevalentemente progressive dell’esordio per approdare ad una proposta sonora che deve ancora molto al progressive metal, ma che ha la propria bandiera attuale più in un hard rock settantiano alla Led Zeppelin che in sonorità paragonabili ai soliti Dream Theater o Symphony X. Del tutto rappresentativa di questi concetti è l’opener (dopo l’intro narrata) “Evolution”, un pezzo nel quale la robusta chitarra di Terigi ci proietta in territori appunto puramente hard rock: il sound settantiano è subito parte integrante di un brano che, con la similare “Leave Me Alone”, riesce alla perfezione ad introdurci ad un album che si pone come tutto da scoprire. “River Drained” ci porta su binari differenti, grazie a sottili atmosfere blues e jazz che non ci aspettavamo, sottolineate da un prezioso sax di sottofondo. Quando ci aspettavamo però di aver capito la direzione dell’album, “The Lightseeker” ci toglie il terreno sotto i piedi, riportando bruscamente le coordinate del disco su un progressive metal piuttosto lontano da quanto ascoltato fino ad adesso. Il pezzo funziona davvero bene nei suoi otto minuti, forse anche meglio dei precedenti, mostrando, oltre al buon gusto e alla perizia strumentale che già avevamo apprezzato, anche una vervé creativa assai pronunciata. “Back To Cosmos 11” omaggia di nuovo l’hard rock con suoni ancora una volta volutamente retrò, maquesta volta il fraseggio è più complesso e pronunciato, memore sicuramente del metal progressivo del pezzo precedente. La seconda parte del lavoro risulta più bilanciata: se da un lato alcune canzoni tendono a perdere personalità ‘fondendosi’ un po’ le une con le altre, dall’altro però l’ascolto ne risente anche in positivo, perché la maggiore coesione formale a livello stilistico impatta le nostre menti e le nostre orecchie più dolcemente, con maggiore armonia. Su tutti gli ultimi pezzi spiccano però la melodicissima, ma assolutamente non scontata, “Two Suns In The Sunrise”, che mette sugli scudi l’ottimo vocalist Alessio Calandrello, e la quasi conclusiva title track, che verso il finale mostra anche alcuni vocalizzi sullo stile del mai dimenticato ‘mountain king’ Jon Oliva. Bellissimi! Che dire, un lavoro imponente, che mostra tutta la bravura di un quartetto italiano molto affiatato. Non rimangono che pochi, pochissimi, spigoli da limare, tra i quali forse un’eccessiva presenza a livello sonoro della chitarra di Terigi (i volumi della stessa sono alle volte un po’ alti, e portano ad una secondo noi eccessiva invasività del riff sul resto del tessuto musicale), ma per il resto è chiaro che ci siamo. Davvero.

TRACKLIST

  1. The Gates Of Shadow
  2. Evolution
  3. Leave Me Alone
  4. River Drained
  5. The Lightseeker
  6. Back To Cosmos 11
  7. Connections
  8. Two Suns In The Sunrise
  9. The Song Of The Beyond
  10. Black
  11. The Eleventh Illusion
  12. The Pulse Of Infinity
  13. The Way Of 7M
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