LUCID DREAM – Otherwordly

Pubblicato il 13/02/2017 da
voto
7.0
  • Band: LUCID DREAM
  • Durata: 00:40:54
  • Disponibile dal: 22/11/2016
  • Etichetta:
  • Distributore:

Sono una nostra vecchia conoscenza Simone Terigi e i suoi Lucid Dream. Combo ligure attivo oramai da sei anni, giungono ora con buona tempistica al terzo proprio lavoro, presentandoci così un altro elemento di una carriera in continua evoluzione, caratterizzata da grande propensione a cambiamenti anche importanti ma al contempo in grado anche di non tradire la propria indole più intima. Tornando quindi un po’ indietro con gli anni e studiando l’evoluzione della band, se sul debutto “Visions From Cosmos 11” si trovavano prevalentemente sonorità progressive metal, già sul successivo “The Eleventh Illusion” ci si trovava invece al cospetto di un hard rock settantiano dall’afflato più scarno e diretto, sempre però infarcito di numerosi elementi progressive, sopratutto a livello di struttura. Sul qui presente “Otherworldy” il recente comparto hard rock dei Nostri non viene assolutamente messo da parte, assistiamo però ad un parziale irrobustimento del sound, che integra ora anche input provenienti dall’heavy più classico e dalla NWOBHM. Trattasi quindi di un prodotto forse meno elegante e sicuramente sontuoso del precedente, ma dotato dell’indubbio pregio di arrivare al punto in maniera diretta e fruibile, risultando per certi versi un disco meno impegnativo rispetto al più complesso “The Eleventh Illusion”. L’apertura del disco è affidata alla frizzante “Buried Tresure”, che dopo una breve intro fa subito sfoggio di buon ritmo e una certa muscolarità grazie a un riff sicuramente di marca heavy, sul quale il bravo singer Calandriello dipinge buone trame a livello vocale. Sempre hard & heavy (più heavy che hard) è quanto troviamo poi nella successiva “The Ring Of Power”, dove input classicamente ‘british’ si stemperano su una struttura un pelo più complessa. Da urlo la parte solistica, che come sempre mette sugli scudi la prestazione del sempre ottimo Terigi. “Everything Dies” recupera un po’ di introspezione e complessità, ma la relativa semplicità del riff principale mantiene comunque la song sui binari già descritti con le prime due traccie, facendoci un po’ temere che l’intero album sarà così. Tra l’altro nemmeno la successiva – e francamente meno interessante – “Stonehunter” smentisce questo timore e si mantiene su terreni sempre piuttosto heavy; ma lo fa finalmente la breve “A Blanket Of Stars”, corto strumentale che recupera finalmente grazie ad un delicato arpeggio il lato più sognante ed etereo dei Nostri che sembrava quasi accantonato.  Le cose nella seconda parte del disco vanno meglio, con la piacevole “Magnitudes” che alterna momenti più liquidi ad interessanti accelerazioni che non privano però il pezzo di un suo trasporto emotivo. “Broken Mirror” mantiene il sound su territori paragonabili, alternando distorsioni a soluzioni in clean e portando ancora l’attenzione sulle melodie, campo in cui i Lucid Dream paiono particolarmente portati. Dopo la lunga chiusura strumentale ad opera del solito Terigi, ci si può dedicare senza remore alla conclusiva e strumentale “The Theater Of Silence”, che mette in campo tutto l’estro e l’inventiva del compositore ligure, ambendo probabilmente alla palma di brano migliore del lotto. Un pelo inferiore forse a “The Eleventh Illusion” – disco nel quale si fatica forse un po’ ad entrare nel mood ma che una volta riusciti ti dona tanto – “Otherworldy” è comunque un album di tutto rispetto e anche marcatamente personale, che non consigliare agli amanti delle sonorità hard and heavy sarebbe un vero e proprio dispetto che non vogliamo farvi.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Buried Treasure
  3. The Ring of Power
  4. Everything Dies
  5. The Stonehunter
  6. A Blanket of Stars
  7. Magnitudes
  8. Broken Mirror
  9. The Theater of Silence
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