7.0
- Band: LULLACRY
- Durata: 00:40:00
- Disponibile dal: //2001
Sarebbe bello sapere cosa mangiano i bambini a colazione in Finlandia, sarebbe bello scoprire come mai tanti talenti della musica hard’n heavy vengono da quelle lande desolate e praticamente disabitate. Dopo il successo quasi planetario e, comunque, ascendente degli H.I.M., ci troviamo a recensire un’altra band proveniente da quel di Helsinki che ha tutte le carte in regola per emulare Valo e suoi androgini compari. Pop-rock-metal con venature gotiche è ciò che i Lullacry sfornano con questo “Be My God” e se la miscela è sicuramente piuttosto abusata, non si può dire che il gruppo guidato dalla notevole (ascrivendo il termine “notevole” non solo alle capacità tecniche…) singer Tanya sfrutti la formula in maniera banale o pedissequa. Se l’uso della voce femminile può far avvicinare sporadicamente i Lullacry ai The Gathering più rockeggianti, l’impasto sonoro è dal canto suo piuttosto personale; la band predilige sane iniezioni di rock’n roll ad un uso spropositato delle tastiere, conferendo così al sound una buona “rotondezza” ed evidenziando una propensione metallica che compiacerà chi trova i già citati H.I.M. troppo mielosi. Con i tipici (molti) alti e bassi, i brani funzionano alla perfezione nella loro semplicità strutturale parente del pop che, d’altronde, non tralascia sfuriate tipicamente hard (“it’s heavy rock, so play it loud” avverte la band nel booklet). “Commerciali”, certo, ammesso che il termine abbia ancora qualche significato, ma dotati di indiscutibile talento e di quella luccicante ruffianeria che fa di un disco rock un BUON disco rock. Ritornelloni, melodia, grinta e un senso della melodia tutto loro conferiscono ai Lullacry un buon biglietto da visita per compiere “il grande salto”. Manca solo la vostra fiducia a questo punto. Per un gradevole ascolto spensierato…
