LUNARSEA – Route Code Selector

Pubblicato il 28/10/2008 da
voto
8.0
  • Band: LUNARSEA
  • Durata: 00:48:36
  • Disponibile dal: 04/10/2008
  • Etichetta: Punishment 18 Records
  • Distributore: Andromeda

Le apparenze, si sa, a volte ingannano. Prendiamo ad esempio questo “Route Code Selector”, opera seconda dei capitolini Lunarsea. Ad un primo, sommario ascolto lo si potrebbe liquidare come l’ennesimo falso d’autore ispirato ai capolavori della scuola di Gothenburg: nulla di più sbagliato. Certo, le coordinate di riferimento restano quelle tratteggiate ormai quasi due decadi addietro dai maestri In Flames e Dark Tranquillity, ma tra i solchi del summenzionato platter si cela di più, molto di più. Le intricate partiture chitarristiche e vocali vicine all’indimenticabile “Buried in Oblivion” degli Into Eternity, il gusto melodico dei defunti Gardenian, la potenza ritmica degli Heaven Shall Burn e il mood malinconico tipico della scena “suomium” (Elenium, Insomnium, Mors Principium Est, Omnium Gatherum…) sono tutti elementi funzionali alla descrizione del blend sonoro forgiato dal quintetto tricolore, per un risultato finale di quelli da stropicciarsi le orecchie. Sugli scudi le due asce di Emiliano e Fabiano, ma il resto della band non è certo da meno: il singer Filippo alterna con maestria growling e scream, mentre a livello ritmico il basso di Cristian si ritaglia il suo bello spazio in mezzo al muro di chitarre, e il drummer Alessio (uscito dal gruppo a registrazioni ultimate) spara mitragliate di doppia cassa e rullante come nemmeno il miglior John Rambo. Dieci tracce qualitativamente pregne si diceva, tra le quali risulta impresa non facile quella di selezionare le più rappresentative: alla fine, ricorrendo al conteggio delle scapocciate copiosamente indotte dall’ascolto, l’ideale podio se lo aggiudicano, seppur di misura, le varie “Metamorphosis”, “Five-Sided Platform” e “Subspace Transition”, ma come detto la lista potrebbe continuare fino ad includere tutte le rimanenti canzoni. Bella anche la copertina e semplicemente devastante la produzione: Giuseppe Orlando ed i suoi Outer Sound Studios hanno donato al disco un sound davvero in grado di spaccare le montagne, trasformando quello che era stato il tallone d’Achille del precedente “Hydrodynamic Wave” in uno dei maggiori punti di forza del nuovo lavoro. Un ritorno dunque di altissimo livello quello dei Lunarsea, acquisto obbligato per tutti i fan vecchi e nuovi del più puro e contaminato metallo svedese.

TRACKLIST

  1. Magnitude 9.6
  2. Metamorphine
  3. In a Firmness Loop Day
  4. The Apostate
  5. Ashen
  6. Five-Sided Platform Shape
  7. Found Me Cryogenized
  8. Infinite Process One
  9. Suphur’s Song, The Swan Died
  10. Subspace Transition
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