LUNATIC SOUL – The World Under Unsun

Pubblicato il 06/11/2025 da
voto
8.0
  • Band: LUNATIC SOUL
  • Durata: 01;29;56
  • Disponibile dal: 31/10/2025
  • Etichetta:
  • Inside Out

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I Lunatic Soul sono da sempre la valvola di sfogo di Mariusz Duda, leader dei Riverside, attraverso il quale il musicista polacco ha tentato di esprimere le proprie sensazioni più intime, ma anche di esprimere il lato più sperimentale della propria creatività e del proprio estro. Nata nel 2008, la one man band ha mantenuto un passo piuttosto costante ed una stabilità che non ci si sarebbe potuti aspettare da quello che è un progetto parallelo e che, ad ogni uscita, varia nella forma e nei contenuti.

Il nuovo album “The World Under Unsun” è l’ottavo della serie, arriva a ben cinque anni da “Through Shaded Woods”, la pausa più lunga che Duda si sia mai concesso, e sembra avere un significato particolare per chi l’ha composto, il quale lo definisce “un best of dei Lunatic Soul, ma anche un best of di Mariusz Duda”, ammettendo di avere avuto tutto il tempo di lavorarci sopra fino ad ottenere un risultato che lo soddisfacesse come mai in passato.

Che si tratti di un lavoro importante lo si intuisce già dalle dimensioni: un’ora e mezza di musica suddivisa in due dischi che hanno esattamente la medesima durata, per un obiettivo ambizioso che trova la sua realizzazione in brani ricchi di sfaccettature e di soluzioni sempre differenti, con riferimenti al passato degli stessi Lunatic Soul, qualche accenno al progressive rock dei Riverside e anche quelle derive sintetiche che riportano al Mariusz Duda solista.

Non è semplice catalogare in un genere questi brani, sicuramente progressive in quanto ad attitudine, ma con pochissime chitarre elettriche, a vantaggio di elementi folk, gotici, elettronici e anche cantautorali, i quali svelano una riverenza mai nascosta per artisti tra loro differenti, da Peter Gabriel fino ai Depeche Mode o ai Dead Can Dance.
I toni del disco sono sempre mesti e malinconici, ma Duda, da ottimo bassista qual è, si rivela abile nel mantenere sempre un certo ritmo, grazie all’alternanza tra brani brevi e lunghi e alla ricchezza di soluzioni, resa possibile anche dal numero di strumenti coinvolti, tra cui pianoforte, tastiere, percussioni, contrabbasso e sassofono.

Anche dal punto di vista tematico nulla è lasciato al caso, con una sofisticata trama a legare i brani: il termine ‘unsun’ del titolo definisce la negazione del sole, la sua condizione durante un’eclissi totale, ed il filo conduttore del disco è un viaggio nell’oscurità, una sorta di contemplazione sulla nostra esistenza osservata da un personaggio in bilico tra la vita e la morte.

Pur se coerenti in quanto ad atmosfere, i pezzi sono molto diversi tra loro: “Self In Distorted Glass” è il più duro, pieno di percussioni che si addolciscono in poche note di pianoforte; nei dodici minuti di “Mind Obscured, Heart Eclipsed” la calma astratta creata dal sassofono nella parte iniziale si trasforma in tensione con l’aggiunta progressiva di strati sonori, mentre “The Prophecy” è l’episodio più lineare e anche quello che in qualche modo ricorda i Riverside. Infine, la morbida ballata “The New End” chiude perfettamente l’album con parole di speranza.

Non è opportuno chiedersi se in “The World Under Unsun” ci sia la musica migliore mai composta da Duda come Lunatic Soul, ma sicuramente le modalità attraverso le quali il disco è stato concepito e il fatto che si tratti dell’ultimo capitolo del ciclo che egli ha chiamato “The Circle of Life and Death” ci fanno pensare che questa sia una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, nonché la conferma del valore di uno dei personaggi più significativi del prog moderno.

TRACKLIST

  1. The World Under Unsun
  2. Loop Of Fate
  3. Good Memories Don’t Want To Die
  4. Monsters
  5. The Prophecy
  6. Mind Obscured, Heart Eclipsed
  7. Torn in Two
  8. Hands Made Of Lead
  9. Ardour
  10. Game Called Life
  11. Confession
  12. Parallels
  13. Self In Distorted Glass
  14. The New End
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