LYCHGATE – The Contagion In Nine Steps

Pubblicato il 06/05/2018 da
voto
7.5
  • Band: LYCHGATE
  • Durata: 00:42:11
  • Disponibile dal: 30/03/2018
  • Etichetta: Blood Music
  • Distributore:

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Ci sono band che fanno dell’istinto il proprio vessillo, altre che ponderano, riflettono, architettano ogni passaggio con maniacale attenzione. I Lychgate si collocano decisamente in questa seconda categoria, partendo da una propensione all’intellettualismo che non si sfoga, come altri colleghi, in caotiche turbe strumentali in perenne agitazione, piuttosto si avvale di ampie volute di suono, magniloquenti e stratificate, istrioniche ma ordinatissime, intrepide eppure non prive di rigore strutturale. Il terzo disco della formazione inglese spiega e commenta la psicologia delle folle, il modo in cui grandi gruppi di persone ragionano, si fanno influenzare da determinate idee, reagiscono e, a volte, degenerano. Argomentazioni di ampio respiro, affrontate da molteplici prospettive e secondo input diversissimi; gli studi dell’antropologo e sociologo francese Gustave Le Bon (“Atavistic Hypnosis”), l’uso delle analogie con il mondo naturale di Canetti per spiegare l’attecchimento delle idee nella società (“The Contagion”), la riflessione sulla compenetrazione uomo-macchina sviluppata da Stanislaw Lem nel suo romanzo “L’Invincibile” (“Hither Comes The Swarm”). Un quadro affascinante, cui corrisponde un fluire musicale spesso sommesso, un torbido commento agli eruditi testi condotto attraverso un peculiare uso dell’organo, l’ingrediente più caratterizzante dei Lychgate. Nell’attorniare l’ascoltatore di un turbinare di suoni gotici e decadenti, black, doom e prog si mescolano senza diventare nessuno un genere di pronto riferimento; plumbee e indefinite pause portano la mente a soffermarsi, indagare, strozzando le poche accelerazioni e incanalando ogni brano in una liquida soundtrack. Le chitarre armeggiano fra linee soliste intricate, solidificandosi di rado in riff impattanti e permettendosi piuttosto di bilanciare docilmente le tastiere, che contemplano combinazioni spettacolose, rapide fughe pianistiche, arie teatrali che sembrano prospettare un’irruenta entrata in scena di chissà quale attore. Lo sfoggio di instabile teatralità delle voci, che tanto aveva giovato alla riuscita di “An Antidote For The Glass Pill”, si arricchisce di nuove sfumature, grazie all’inserzione di cori ecclesiastici e una più marcata insistenza sulle voci pulite, donanti quel pizzico di orecchiabilità a volte necessaria anche in un’opera a così alto tasso di sperimentazione. Ogni elemento stilistico meriterebbe di essere analizzato in profondità; il modo di esprimersi della batteria e del basso, apparentemente sottotraccia e in disparte, è assai sinuoso e imperscrutabile, uno scivolamento obliquo e sovente intangibile, tanto gli intervalli d’azione paiono annacquarne l’operato. Il lento, perfino sonnacchioso, operare del gruppo ce lo fa considerare quale un raffinato ensemble di musica da camera, accidentalmente impegnato con una strumentazione metal. “The Contagion In Nine Steps” denota i caratteri di un’accorata recitazione musicata, oppure di un film le cui immagini le dobbiamo formare direttamente nel nostro cervello, sobillati dai suoni emanati dalle sei tracce del disco. Con una line-up inalterata rispetto al precedente full-length, sostenuti dall’abile lavoro di equilibratura e rifinitura compiuto da Jaime Gomez Arellano nei suoi Orgone Studios, i Lychgate hanno compiuto un altro passo notevole. Nel calibrare il loro complesso apparato ideologico, al fine di darne una veste sonora ampia e particolareggiata, i cinque hanno forse ecceduto nel sottrarre di azione e coinvolgimento la propria musica. “An Antidote For The Glass Pill” riusciva a catturare prima e con maggiore vigoria, mentre “The Contagion In Nine Steps” si presta ancora meno per al semplice ‘intrattenimento’. Sfumature, se vogliamo, che però spiegano un lieve minore entusiasmo al confronto di quanto espresso tre anni fa. Ad ogni modo, un gruppo unico e non allineato, consigliato a chiunque desideri miscellanee di note fuori dal comune sentire.

TRACKLIST

  1. Republic
  2. Unity of Opposites
  3. Atavistic Hypnosis
  4. Hither Comes the Swarm
  5. The Contagion
  6. Remembrance
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