7.5
- Band: LYKAION
- Durata: 00:47:28
- Disponibile dal: 06/02/2015
- Etichetta:
- Inverse Records
Album della maturità? Ci piace pensarlo. Non sappiamo certo cosa il futuro riserverà a noi e ai Lykaion, anzi gli auguriamo di sfornare presto un album anche più bello e maturo di questo ‘Heavy Lullabies’, ma lavorando nell’unico modo che abbiamo a disposizione, cioè facendo un paragone con il disco scorso, troviamo diversi punti in cui la dark band romana è appunto ‘maturata’. Li avevamo lasciati nel 2012 con “Nothin’ But Death”, buon disco di heavy metal a tinte gothic che richiamava alla mente tanto i Sentenced quanto i Nevermore, solo meno pesanti e più dark. Con questo “Heavy Lullabies” invece non è più tempo di mezze misure, e il sound è migrato nella direzione di un gothic metal più malinconico e decadente, il cui aspetto romantico è ulteriormente estremizzato da massicce dosi del cosidetto ‘love metal’ degli HIM. Il sound più vigoroso e ruvido dello scorso album se ne è in larga parte andato (rimane qualcosa nei pezzi più duri, come “End Of Time”), ed è sostituito qui da più evocitivi e vibranti arpeggi, e da una maggior attenzione all’alchimia tra il tappeto sonoro e l’avvolgente voce di Francesco Sforza, anche qui assoluto padrone della scena. Al fianco dell’autunnale costrutto sonoro descritto sinora troviamo anche qualche iniezione di un sound più aperto e rock, quasi sleaze, che contribuisce a movimentare la proposta e a renderla se possibile ancora più personale. Prendono forma così diversi ottimi brani, sempre caratterizzati da una certa ‘presenza’ strumentale (la sezione ritmica non si è rammollita, anzi), arricchiti in generale da buon melodie e ammantati da un soffuso velo di tristezza ed abbandono che gli aggiunge il giusto livello di decadenza. Un intro acustica quale la titletrack “Heavy Lullaby” è perfettamente indicativa delle sonorità presenti sul disco, e le rock ballads come “I Don’t Love You” o “Smile” ci danno la cifra stilistica dei Nostri sui passaggi più romantici; ma è anche vero che brani più incalzanti e trascinanti come l’opener “For Love” o canzoni strutturalmente più ricche quali “Out Of My Heart” o “Animale” rappresentano forse ancora di più la piacevole duplice anima del combo romano. I Lykaion sono progrediti, questo è indubbio, e lo hanno fatto in una direzione che ci aggrada molto. Non ci rimane che vedere dove arriveranno con le prossime uscite…
