LYZANXIA – Locust

Pubblicato il 23/07/2010 da
voto
7.0
  • Band: LYZANXIA
  • Durata: 00:47:31
  • Disponibile dal: 31/05/2010
  • Etichetta:
  • XIII Bis Records
  • Distributore: Sony

Dopo il bellissimo exploit del 2006 con il grandioso “Unsu”, si fanno finalmente risentire i Lyzanxia, formazione francese di thrash-death metal che tanto ci fece esaltare con il precedente disco, fra l’altro uscito più o meno in contemporanea con altri grandi lavori della scena metal transalpina (Gojira, Dagoba e Hacride su tutti), facendone venire alla ribalta i caratteristici connotati. “Locust” è il titolo del nuovo full e, grazie alla promozione della poco metallica XIII Bis Records, può avvalersi della fondamentale distribuzione Sony Music. Se avete già sbirciato il voto in calce alla recensione, avrete notato come la band dei fratelli David e Franck Potvin sia scesa di ben un voto pieno nella nostra valutazione: ebbene sì, “Locust” è un platter piuttosto diverso da “Unsu” e nonostante mantenga tutte le peculiarità del suono Lyzanxia – quindi gran riffing thrash con spunti death, groove imperioso, linee vocali taglienti ed incisive, dinamismo sopra le righe – non riesce ad entusiasmare come successo in passato. Più vario e più maturo, ma anche più orecchiabile e più lento, “Locust” vede i Lyzanxia strizzare l’occhio verso il modern metal sui generis di In Flames e Soilwork: non che queste influenze non fossero prima presenti, ma basta ascoltare brani come “Separate World” (strepitoso l’assolo malinconico!), “Light Transition” (il chorus ricorda qualcosa dei Linkin Park) e “Parasitic Growth” per rendersi conto dell’evoluzione catchy dei ragazzi d’Oltralpe. A fianco di queste tracce decisamente leggero-oriented, abbiamo qualche flessione nella qualità del songwriting – anonime “Tomorrow Died” e “Subhero Zero”, ad esempio – e, finalmente, anche ottime e trascinanti canzoni, fra cui citiamo volentieri l’opener “Prime Thrill”, le thrashy “Under Lie” e “The Clamp”, la cangiante e strutturata “Father Ra” e “Hundred-Story Moth”, più vicina alle sonorità di “Unsu” ed infatti probabilmente l’episodio migliore. “Mind Tracker” merita un discorso a parte, invece, in quanto purtroppo viene ridimensionata da un chorus discutibile, ma possiede un groove devastante e richiami al riffing dei Gojira che davvero non stonano. Insomma, se vi eravate innamorati dei Lyzanxia con il penultimo lavoro, resterete forse un po’ delusi da “Locust”, comunque un platter suonato, composto e prodotto in maniera del tutto decente. Consigliato soprattutto ai fan degli ultimi In Flames.

TRACKLIST

  1. Prime Thrill
  2. Under Lie
  3. Separate World
  4. Light Transition
  5. Parasitic Growth
  6. The Clamp
  7. Mind Tracker
  8. Hundred – Story Moth
  9. Tomorrow Died
  10. Subhero Zero
  11. Father Râ
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