M.O.D. – U. S. A. For M. O. D.

Pubblicato il 20/07/2005 da
voto
8.5
  • Band: M.O.D.
  • Durata: 00:43:20
  • Disponibile dal: 01/04/2005
  • Etichetta: Megaforce Records
  • Distributore: Frontiers

Ecco il gruppo di Billy Milano. A dir poco demolito all’epoca da una critica assai poco lungimirante e con un humor pari a zero, capace di dare in quasi tutti i casi il minimo dei voti a questo album che, anche se non ha fatto storia, è rimasto importante nella scena hardcore newyorkese pur non essendo mai stato preso seriamente. Forse il fatto di non sembrare ed essere seri ha penalizzato un gruppo che musicalmente aveva da insegnare a molta gente. “U.S.A. For M.O.D.”, è bene riscrivere la storia dopo tutti questi anni, è un grande album. E chi se ne frega se è il gruppo di Billy Milano, se i M.O.D. non vanno presi seriamente, se le canzoni sono elementari e con testi o demenziali o tacciati di razzismo (come “Get a Real Job”). L’album nel lontano 1987 venne prodotto da Zazula, un nome una garanzia, e infatti l’album gode di una produzione eccelsa, mentre i M.O.D. ci hanno messo ‘ben’ quattro giorni per registrare quest’album. “U.S.A. For M.O.D.” è l’album che deve essere preso in considerazione se si vuole giudicare la band, perché dopo questo debutto Billy Milano e soci non seppero ripetersi a simili livelli. Anche qui, tutte le canzoni sono degli inni ancora indimenticati: dall’opener “Aren’t You Hungry” alla tanto criticata “Get A Real Job”, la velocissima “Thrash Or Be Thrashed”, l’hit “Let Me Out” o la sarcastica “A.I.D.S.”. Per non dire dell’esilarante “Bubble Butt”. Altri tempi, altri modi di comporre e di intendere una certa musica. Fa sorridere rivedere in foto nel booklet un giovanissimo (e piuttosto ‘magro’) Billy Milano o il chitarrista inconfondibile Tim McMurtrie con il suo cappellino fai-da-te dei No Mercy e con la capigliatura in stile Misfits. L’hardcore, se è esatto tirare in ballo questo parolone per i M.O.D., così come il metal negli anni ’80 brillava di luce propria in tutte le sue emanazioni sonore. Per i nostalgici e per chi li ricorda ancora dopo tutto questo tempo.

TRACKLIST

  1. aren't you hungry
  2. get a real job
  3. I executioner
  4. don't feed the bears
  5. ballad of dio
  6. thrash or be thrashed
  7. let me out
  8. bubble but
  9. you're beat
  10. bushwackateas
  11. man of your dreams
  12. that noise
  13. dead men/most/captain crunch
  14. jim gordon
  15. imported society
  16. spandex enormity
  17. short but sweet
  18. parents
  19. confusion
  20. you're x'ed
  21. A.I.D.S.
  22. ruptured nuptuals
  23. Ode to harry
  24. hate tank
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