MACABRE – Carnival Of Killers

Pubblicato il 13/11/2020 da
voto
5.0
  • Band: MACABRE
  • Durata: 00:40:48
  • Disponibile dal: 13/11/2020
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Non si può certo dire che i Macabre siano un gruppo particolarmente prolifico, considerato che in trentacinque anni di carriera hanno rilasciato solamente sei album ufficiali insieme ad una manciata di EP, susseguiti nel tempo con un’alternanza lunga e piuttosto irregolare. Anche “Carnival Of Killers” esce nove anni dopo quel “Grim Scary Tales” che poco aveva appassionato critica e pubblico, segnando una battuta d’arresto nella fino ad allora discreta discografia del trio dell’Illinois, con una riproposizione dei loro classici stilemi in una lettura fin troppo approssimativa e ridondante. Il discorso purtroppo non cambia nemmeno per il nuovo arrivato, che mette sul piatto un insieme di brani dal carattere scialbo nelle migliori occasioni, quando non apertamente stanco dal punto di vista creativo. L’indole psicotica ed imprevedibile di “Gloom” o la furia schizoide di “Sinister Slaughter” sembrano ormai un lontano ricordo già da tempo per questi ragazzi, e spiace appurare ancora una volta la mancanza di quella grinta primordiale anche in questa occasione, dove si va invece ad enfatizzare proprio quei caratteri che avevano indebolito l’intenzione della band nel passato più recente. Tolte al massimo cinque canzoni dal conto, tra cui proprio le due usate come singoli di presentazione del nuovo album, si rimane con un mazzo dalle poche mani vincenti, sprazzi di inventiva affogati in esercizi di stile (“Adbuction”, “Breaking Point”) e fastidiosi sollazzi (“Joe Ball Was His Name”, “Warte, Warte”) che decontestualizzano quel poco di death metal rimasto in un prodotto di questo tipo. Chi conosce e segue la band apprezzerà sicuramente la vena umoristica cinica e folle che da sempre si affaccia nel loro songwriting, marchio di fabbrica geniale in grado di rendere i Macabre una band unica nel loro genere, ma un trionfo del demenziale e dell’assurdo, insieme alla poca consistenza della parte più seriosa come quella di “Carnival Of Killers” affossa inesorabilmente il giudizio generale su questo album. Sembra quasi che Corporate Death e soci siano rimasti feriti dalla loro stessa, infida arma, presentando un ‘cabaret’ metal dal sapore eccessivamente parodistico e dal trucco pacchiano, imprigionato in stereotipi che non fanno certo brillare l’estro più creativo che questi musicisti hanno invece mostrato in passato. L’unione indissolubile di questa line-up, insieme sin dai primi giorni della band, consente loro di muoversi quasi a memoria anche nei passaggi più impervi e negli stacchi più insidiosi seguendo un flusso comune dalla presa innegabilmente efficace, ma escluso il versante esecutivo e tecnico di indubbio valore, non si riesce ad affezionarsi a delle canzoni che suonano più come una fiacca marachella che delle degne interpretazioni di death/grind come ci saremmo aspettati da un gruppo di questo calibro.

 

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Your Window Is Open
  3. Joe Ball Was His Name
  4. Sticky
  5. Abduction
  6. Tea Cakes
  7. Them Dry Bones
  8. Richard Speck Grew Big Breasts
  9. Slaughter House
  10. Breaking Point
  11. The Lake Of Fire
  12. Warte, Warte
  13. Now It's Time To Play
  14. The Wheels On The Bug
  15. Corpse Violator
  16. The Murder Mack
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