7
- Band: MACBETH
- Durata:
- Disponibile dal: //2001
- Etichetta:
- Dragonheart
- Distributore: Audioglobe
Dopo un discreto esordio che per la prima volta ha consacrato su disco i Macbeth, band italiana già conosciuta nell’ambiente underground grazie al loro lavoro su demo, eccoli tornare sulle scene con il nuovo “Vanitas”. Sin dai primi minuti l’ascoltatore non potrà far altro che constatare la maturazione dei nostri eroi dal punto di vista di esecuzione, di cura dei dettagli, ma soprattutto di song-writing. Le undici canzoni gotiche di “Vanitas” presentano questa volta influenze più spiccate verso band come Umbra Et Imago, Theatre Des Vampires o i Cradle OF Filth più teatrali. Personalmente ho apprezzato molto che i Macbeth abbiamo deciso di inserire molte parti cantate in italiano e addirittura un pezzo, “Romanzo Nero”, interamente in lingua madre, mossa decisamente coraggiosa per una band che vuole sfondare anche sul mercato estero. Il dualismo tra voce femminile (Morena) e maschile (Andreas) è molto efficace, in particolare il contrasto tra le violente growls e le soavi melodie vocali, magiche litanie che infondono un’alone di mistero e oscurità per tutti i sessantuno minuti di quest’opera. Volendo trovare a tutti i costi qualche neo presente su questo “Vanitas”, l’unica cosa che posso rimproverare ai Macbeth è l’eccessiva orecchiabilità in alcuni episodi, che spesso risultano molto catchy e mirati a riprendere quegli elementi, eccessivamente melodico-orchestrali, che hanno trasfornato il black-gothic metal da musica d’elite a fenomeno di massa. A livello più globale, devo invece complimentarmi con i ragazzi del gruppo per la loro evoluzione e maturazione artistica e con la Dragonheart records per aver fiutato già tempo addietro il valore dei Macbeth. Chi già conosce la band non rimarrà per niente deluso dal nuovo lavoro, mentre per i nuovi fans sarà un occasione per scoprire una nuova e valida proposta tricolore e, perchè no, per procurarsi anche il vecchio materiale.
