7.5
- Band: MACE 'N' CHAIN
- Durata: 00:40:58
- Disponibile dal: 26/06/2026
- Etichetta:
- No Remorse Records
Questo tipo di metal non deve piacere a tutti, nemmeno fra lo stesso pubblico che ascolta tale genere musicale. I Mace ‘n’ Chain di David Nilsson, già cantante nei Feral – formazione death metal svedese – lo sanno bene, arrivati al loro secondo album ufficiale (sotto No Remorse) dal titolo “Crowned In Grey Skies”, con il loro epic metal dalle tinte doom sporcato da una sana patina di sound grezzo e primordiale.
Tre anni fa, in occasione del debutto “Among Ancient Pillars”, scrivevamo di tenere sott’occhio questo progetto che tributa l’epic metal più classico perché c’erano margini di crescita, e il nuovo disco del duo svedese, arricchito della presenza di Joey Mancaruso alla batteria e di diversi ospiti speciali agli assoli – come Shon Vincent degli Smoulder e Matte Marklund dei Vintersorg – conferma in pieno quanto ci auguravamo.
Sin dalla prima “On The Howling Gale” troviamo una band maturata sotto molti punti di vista, con una produzione finalmente degna di un gruppo moderno e un amore sconfinato per ciò che spazia dai Cirith Ungol a Bathory, passando per i Manilla Road. Il vocione epico di Nilsson questa volta è molto più battagliero e ben inquadrato, specialmente in quei passaggi doom che caratterizzano alcuni brani come “Through Blood Red Veils” o nella marcia “Triumphant Return”, capace di catapultarci immediatamente in un’epoca di scorrerie e barbari.
Il marchio di fabbrica di Arthur Rizk, ormai mastermind di questa scena, si sente benissimo, a livello di missaggio specialmente nella valorizzazione dei cori, che nell’album precedente erano invece fin troppo soffocati da suoni un po’ confusi: brani come “The Spine Of Night” e il singolo “Writhe, Oh Wyrm” fanno davvero venire voglia di andarsi a leggere i ritornelli per cantarli in puro stile epic metal, nonostante la loro verbosità quasi declamatoria.
Nilsson vuole palesemente raccontarci delle storie, e sceglie di farlo appunto con uno stile lontano dalla banale forma canzone, molto enfatico e teatrale, più vicino alla drammaticità dei gruppi di riferimento poc’anzi citati: come scrivevamo all’inizio, questa scelta non deve piacere a tutti, specialmente se riproposta in chiave così radicale e non adatta a qualsiasi tipo di orecchie, non tanto per la struttura dei pezzi, ma proprio per la forma con cui i brani sono concepiti.
Non c’è mai un attimo per rilassarsi, specialmente quando si arriva alla tiratissima “The Portal of Power”, stavolta davvero un pretesto per far pogare chi si ritrovi per errore sotto il palco mentre suonano i Nostri, mentre la cadenzata e conclusiva “Rise Above The Light” sembra un canto di guerrieri che tornano dal campo di battaglia.
Valorizzato anche dalla presenza di un parterre di chitarristi di tutto rispetto – dato che oltre ai due nomi più d’impatto citati ci sono anche Tucker Thomasson dei Throne Of Iron, Jeffrey Young dei By Fire & Sword e Markus Lindhal dei Feral – “Crowned In Grey Skies” è uno di quegli esempi lampanti di come si possa scrivere epic metal nel 2026 senza risultare né troppo derivativi e nemmeno troppo disallineati rispetto ai cliché del genere.
La No Remorse si dimostra ancora una volta un’etichetta in grado di scovare talenti e dare visibilità a progetti che possono davvero raggiungere il cuore di chi si nutre di letteratura cappa e spada e fantasy, e David Nilsson si dimostra un compositore poliedrico capace di passare dal putridume dei Feral agli stendardi luminosi dei Mace ‘n’ Chain: speriamo che questo progetto non resti confinato in studio ma che sia prima o poi possibile vederlo dal vivo!
