MACHINE MEN – Scars & Wounds

Pubblicato il 03/06/2004 da
voto
5.5
  • Band: MACHINE MEN
  • Durata: 00:45:33
  • Disponibile dal: /03/2004
  • Etichetta:
  • Dynamic Arts Records
  • Distributore: Masterpiece
Streaming non ancora disponibile.

Quanto ingannano le front-cover al giorno d’oggi! Non che non me ne fossi accorta prima, mica siamo più negli anni Ottanta, quando bastava guardare l’artwork di un disco per sapere, con certezza quasi scientifica, dove musicalmente si andasse a parare… Adesso, nel regno dell’ibrido, nel rimescolamento (non sempre) creativo delle identità, sorgono composizioni un po’ grottesche. La statua di un angelo guerriero, la dicitura “Scars & Wounds”, grigiori essenziali, bitume nero sulle palpebre, nazionalità finlandese… a cosa saremo di fronte? Al solito disco gothic-rock oriented, come l’ingenua sottoscritta ha immaginato? Assolutamente no, non bisogna essere limitati. I Machine Men ci tengono ad essere considerati diversi, innovativi (solite menzogne delle bio), per questo fanno gli outcast in patria. E, contro le tendenze più o meno imperanti del mercato finlandese, cosa propongono i cinque giovani band-mate? Ma è ovvio, un sano (?!) ritorno alle sonorità sempreverdi della New Wave Of British Heavy Metal, con moderati accenni di modernità nei suoni! Ora che ho avuto la mia illuminazione, rischio di venir soffocata dalle esalazioni putrescenti provenienti da questo platter. Ma il mondo ha davvero bisogno dei Machine Men? A sentire i riconoscimenti loro tributati in patria, in qualità di “Finnish Newcomers Of The Year 2003”, sembra proprio di sì. A dire il vero, potrebbe essere plausibile che alla maggioranza dell’audience metal vada di sentire sempre un po’ le stesse cose e, soprattutto, che per dei giovani musicisti sia gratificante suonare con uno stile già ampiamente codificato e sviscerato anni addietro… ma io me la prendo, perché non riesco a capirlo per quanti sforzi faccia. Non capisco come la gente faccia a non stufarsi, come un gruppo possa prescindere così dalla creazione autonoma e personale. Purtroppo, nel caso dei Machine Men, non si sta parlando di semplici influenze, ma di recuperi che rasentano il ridicolo. Formatasi nel 1998 sotto quest’egida ben definita, la band ha all’attivo solamente un EP intitolato “Machine Men” datato 2002 e molte partecipazioni live con i connazionali Sentenced, Thunderstone ed Entwine. A queste formazioni si aggiunge anche Paul Di Anno, storico singer della Vergine Di Ferro, il quale si sarà sentito riportare indietro nel tempo con la loro musica. Già, perché nulla sembra essere cambiato da quando Paul si aggirava, teenager inquieto, per le strade della sua città. O almeno, per i Machine Men sembra essere così, visto che si divertono a giocare agli Iron Maiden. Intendiamoci, le otto tracce contenute su questo “Scars & Wounds” non sono male, sono accattivanti, adatte ad una fruizione disimpegnata, dotate di melodie ben costruite e di refrain che colpiscono nel segno dal primo ascolto. Dunque, quello che non funziona non sono i musicisti, ma è la scontatezza complessiva della proposta, il fatto che non si riesca a soprassedere alla sgradevolissima sensazione del “già sentito in tutti i modi”. Poco importa se i cinque finlandesi si dimostrano abili conoscitori-artefici del tipico modello strofa-refrain, strofa-refrain, assoli, refrain ripetuto con più pathos, chiusura sfumata. Poco importa se il singer canta prendendo a modello nientemeno che Bruce Dickinson (di cui ha una timbrica simile), cercandone gli acuti infiniti e addirittura linee vocali troppo simili. Poco importa se il lavoro demandato ai due chitarristi Turbo J-V (ma che nickname assurdo) e Johnny (Nicholas Ray è rimasto al cimitero per caso? O avranno riesumato anche lui?) viene reso in maniera tesa e consona al genere di riferimento. Quando la derivatività è così palese non si può chiudere un occhio e lasciare qualche beneficio del dubbio. Provate a sentire “Silver Dreams”, “Victim” e “Against The Freaks” e converrete su quanta poca strada abbiano percorso i Machine Men per affrancarsi dai loro numi tutelari dell’adolescenza. Le restanti song dell’album hanno forse qualche nota di contemporaneità in più, la title-track in particolare è un buon esperimento di distacco, all’insegna di atmosfere malinconiche ma ariose. Tuttavia il materiale contenuto in “Scars & Wounds” non basta, qualitativamente parlando, a giustificare l’acquisto, almeno non quello di chi cerca una proposta moderna e possibilmente non eccessivamente cristallizzata nel passato glorioso della scena. Sono giovani, di sicuro sapranno trovare una strada autonoma. In caso contrario continueranno a deliziare gli amanti (numerosi, purtroppo) del clonaggio.

TRACKLIST

  1. Against The Freaks
  2. The Gift
  3. The Beginning Of The End
  4. Silver Dreams
  5. Man In Chains
  6. Betrayed By Angels
  7. Victim
  8. Scars & Wounds
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