7.0
- Band: MAD MAX
- Durata: 00:50:11
- Disponibile dal: 21/08/2020
- Etichetta:
- Steamhammer Records
- Distributore: Audioglobe
I Mad Max sono degli autentici veterani e per quasi quarant’anni hanno dispensato dosi massicce di ispirato hard rock con qualche sfuriata heavy, soprattutto ai tempi degli esordi. Questo nuovo “Stormchild Rising” – già a partire dal titolo – vuole riprendere almeno in parte le sonorità maggiormente hard’n’heavy del capolavoro indiscusso della band, quel “Stormchild” dato alle stampe nel lontano 1985 e da sempre considerato un’autentica gemma nel proprio genere.
Con una produzione volutamente retrò che esalta le chitarre grintose e la voce determinata di Mr. Voss al microfono, i Mad Max si ripropongono dopo il buon “35” di tre anni fa, cercando di mettere più carica nel proprio sound, con l’intento di ritrovare quell’energia che mancava da diverso tempo. “Hurricane” è un pezzo scoppiettante che funziona alla perfezione posizionato subito in partenza, e sembra poter dare linfa nuova alla storica band teutonica che non è mai riuscita ad ottenere il successo meritato. E’ un tocco decisamente americano quello che invece incontriamo nella seguente “Talk To The Moon”, che sembra quasi strizzare l’occhio a band come Giant e Great White, mentre alla traccia numero tre si incontra il sound più catchy e melodico di “Eyes Of Love”, song piacevole ma fin troppo mielosa. Un avvincente tuffo nell’hard rock ottantiano esce dalle note della vibrante “Ladies And Gentlemen”, dove le chitarre di Voss e Breforth si alternano tra riff e solo di chitarra fino ad un refrain dal pathos esaltante. Più spigolosa “Mindhunter”, bella scarica di energia che ci riporta davvero ai vecchi tempi! Ma è proprio quando si inizia a convincersi che i Mad Max possano davvero esser tornati ai fasti del passato che notiamo un deciso calo di ispirazione; in particolare, nella seconda metà della tracklist con un paio di passi falsi come “Rain Rain” e “Gemini”, ai quali manca sia la potenza per esaltare sia l’impatto melodico per fissarsi in testa. Fortunatamente la ripresa arriva prima con “Take Her”, cover dei Rough Cutt ben riproposta con la presenza di Paul Shortino (ex cantante della band) alla voce, ed in chiusura col sound roccioso di “Busted”.
“Stormchild Rising” è in definitiva è un buon disco che sa esaltarsi ed esaltare in alcuni momenti, ma se l’intento iniziale era quello di far rivivere le atmosfere degli anni d’oro e di un lavoro come “Stormchild”, bisogna dire che si resta con un pizzico di amaro in bocca; il sound dei Mad Max negli anni ha acquisito un’impronta molto più hard rock e manca attualmente – nonostante gli sforzi – di quella spinta classic metal che era presente e fungeva da puro carburante nei dischi degli esordi.
