6.0
- Band: MADDER MORTEM
- Durata: 01:08:39
- Disponibile dal: 05/11/2009
- Etichetta:
- Peaceville
- Distributore: Halidon
Usciti nella primavera del 2009 con il loro ultimo lavoro “Eight Ways”, assolutamente valido e competitivo come al solito, i sottovalutatissimi norvegesi Madder Mortem sono protagonisti anche nel finale d’anno con la ristampa del loro album probabilmente più riuscito e da tramandare ai posteri, il deprimente ma volitivo “Deadlands”, chicca originariamente edita dalla Century Media nel 2002, che fra l’altro fornì alla band l’ottimo slot di support-act in un tour degli Opeth. A ben vedere, questa reissue della Peaceville non è particolarmente avvincente, considerata la qualità buona ma non eccelsa delle due uniche bonus-track: l’inedito “The Exile” – composto raffazzonando riff e idee delle recording sessions del tempo – e la rivisitazione della drammatica title-track – da segnalare al suo interno corposi interventi del violino di Sareeta dei Ram-Zet – non aggiungono praticamente valore ad un disco già bellissimo e (quasi) perfetto di suo. Non stiamo parlando di brutte canzoni, sia chiaro, ma in effetti battere la qualità dei brani della tracklist originale di “Deadlands” è realmente impresa ardua; forse sarebbe stato meglio qualche altra tipologia di bonus-track, ma le esplicative liner notes della vocalist Agnete M. Kirkevaag dicono esattamente il contrario: i Madder Mortem fanno musica, quindi offrono musica. Pazienza: la ristampa, soprattutto per chi si perse nel 2002 l’uscita di un album molto avanti, tanto che a risentirlo oggi risulta ancora attualissimo se non all’avanguardia, è comunque da tenere in considerazione, in quanto la bellezza, gli angoscianti incedere e l’azzardo compositivo di pezzi enormi quali “Distance Will Save Us”, “Necropol Lit”, “Faceless” e “Rust Cleansing” sono da (ri)vivere a tutti i costi. Senza dimenticare l’importanza del concept lirico e di un artwork terrificante (in senso positivo), assegniamo la semplice sufficienza a questa ristampa ricordando però il valore assoluto di un lavoro ancora oggi imprevedibile e da avere.
