8.0
- Band: MADDER MORTEM
- Durata: 01:04:25
- Disponibile dal: 18/05/2009
- Etichetta:
- Peaceville
- Distributore: Halidon
I norvegesi Madder Mortem, fin dai primi passi compiuti nel nostro intricato universo metallico, si sono sempre distinti per la particolarità della loro proposta – difficilmente inquadrabile in una scena od un sottogenere che dir si voglia – e per la classe innata che traspira dalle loro elaborate composizioni. Giunti al quinto album in studio, con una line-up finalmente stabile e con l’esperienza acquisita nel corso degli anni, la band scandinava è ora pronta ad esprimere in pieno tutto il suo potenziale, per la verità già apprezzato in passato ma non abbastanza da far salire il nome Madder Mortem sulla bocca di un cospicuo numero di fan. E’ vero che la musica dei fratelli Agnete e BP Kirkevaag non è fra le più facilmente assimilabili del globo – e qualche volta un barlume di noia fa capolino durante le fruizioni dei loro dischi – ma per veramente apprezzare il combo in questione bisogna armarsi di gloriosa pazienza e captare/percepire ogni sfumatura ed ogni atmosfera che i suoi brani contengono. “Eight Ways”, dotato di una cover tanto bella quanto singolare, non infrange le abitudini della band e, attraverso un caleidoscopio decadente, grottesco, malinconico e drammatico allo stesso tempo, ci regala un’ora di splendidi affreschi a metà strada tra l’avant-prog scandinavo, un metal groovy e moderno che spesso rammenta i Korn ed influenze sparpagliate qua e là di thrash, doom, alt-metal e jazz. Il tutto reso schizoide dalla Pattoniana prestazione della Kirkevaag, sempre più smaliziata e istrionica nel gestire le sue linee vocali ad ampissimo raggio, tra strofe delicate, chorus potenti e ululati da manicomio. La tracklist di “Eight Ways” si rivela quindi un lento crescendo di emozioni e chiaroscuri, reso benissimo da un songwriting complesso e raffinato, ma anche molto orecchiabile e melodico. Certo stiamo parlando di un lavoro non per tutti, ma sicuramente adattissimo a chi cerca nel metal sonorità diverse e poco standardizzate. Non sappiamo se l’album in questione spianerà finalmente la strada ad un gruppo che finora ha raccolto meno di quanto meriti, ma noi il consiglio di ascoltarvi con calma “Eight Ways” ve lo diamo buono al 100%. Non demordete alle prime difficoltà!
