MADDER MORTEM – Marrow

Pubblicato il 27/09/2018 da
voto
7.5
  • Band: MADDER MORTEM
  • Durata: 00:53:26
  • Disponibile dal: 21/09/2018
  • Etichetta: Dark Essence Records
  • Distributore: Audioglobe

Eccoli qua, di nuovo! I norvegesi Madder Mortem. Nonostante le loro costanti mirabilia musicali e le sperticate lodi in cui si promulgano, disco dopo disco, gli scribacchini di più o meno tutto il mondo, la band dei fratelli Kirkevaag continua a non ottenere il successo e l’approvazione globale che da anni meriterebbe. E ancora, nonostante questa ingiusta sottovalutazione antimeritocratica da affossare le corna ad un toro incazzoso, i Nostri tirano avanti senza pause di sorta, sfornando un ennesimo lavoro sopra la media e particolare, nel quale l’estro compositivo di BP e Agnete si riversa sulle sette note dell’universo musicante con rinnovato piglio e, come al solito, mutevole appeal.
Il risultato finale, questo nuovo e settimo full-length intitolato “Marrow”, è forse meno esaltante degli ultimi album e sicuramente meno avvincente del precedente “Red In Tooth And Claw”, addirittura passato tra queste pagine in veste di Top Album e presentante un brano trainante spettacolare quale “Fallow Season”, dalle chiare e volutamente smaccate connotazioni hard-rock. “Marrow” torna a volgersi invece ai lidi più raffinati e delicati del larghissimo spettro d’influenze degli scandinavi, mantenendo in qualche episodio dei decisi toni groovy e modernaioli, ma per il resto emanando abbondanti effluvi di classe e sapienza progressiva e avantgarde, di quelle che per capirle occorrono diverse sedute d’attento ascolto. Gli arrangiamenti sono sottili e curatissimi, si rivelano alcuni subito, altri più avanti nel tempo: soprattutto nelle tracce cariche di chiaroscuri e diciamo più pacate – “Until You Return”, “Stumble On”, “Far From Home” – si ha la possibilità d’apprezzare appieno l’enorme sottobosco chitarristico partorito da BP M. Kirkevaag e da Richard Wikstrand, ben supportati dalla sezione ritmica spesso protagonista e sempre azzeccata formata dal fido Mads Solas alla batteria e da Tormod Langoien Moseng al basso. Allo stesso tempo, se i tre episodi citati permettono ai fan dalle orecchie più fini di godere appieno del nuovo Madder Mortem, è pur vero che ne smorzano un pochetto le velleità, quando al loro opposto brillano per invadenza e aggressione gli ottimi “My Will Be Done”, “Liberator” e “White Snow, Red Shadows”, vivaci e pazzoidi canzoni che più simili ad esse, per numero e qualità, avremmo voluto ascoltare in questo “Marrow”. La stessa Agnete, pur ergendosi capace e corpulenta (in tutti i sensi) su quasi tutta l’ormai cospicua e numerosa rosa della squadra delle cantanti metal, ci pare lievemente sottotono e meno istrionica, a tratti come se si fosse controllata e/o trattenuta; chiaro, stiamo cercando il pelo nell’uovo e la sottigliezza più infima, ma tale è la subdola impressione sovvenutaci durante le fruizioni. A metà strada tra questi due pacchetti di brani agli antipodi, ed escludendo i collegati e brevi intro ed outro “Untethered” e “Tethered”, si piazzano le restanti composizioni, assolutamente negli standard creativi della band, a partire dalla teatrale title-track e dalla lunga e angosciante “Waiting To Fall” per finire nel singolo già rilasciato “Moonlight Over Silver White”, a rassicurarci in fretta sulla bontà qualitativa mantenuta dai Madder Mortem anche dopo aver superato la boa dei vent’anni di carriera.
Consapevoli che pure questo tentativo di sdoganare ai più l’affascinante musica del quintetto di Oslo naufragherà nel mare infinito di uscite più meritorie, alcune, e più inutili, tante altre, di questi tempi, ci auguriamo che almeno riusciate a dare una chance a questi ragazzi, veri musicisti, artisti dal talento sopraffino e passionali come pochi. Parole vane, lo sappiamo, ma comunque intimamente speranzose.

TRACKLIST

  1. Untethered
  2. Liberator
  3. Moonlight Over Silver White
  4. Until You Return
  5. My Will Be Done
  6. Far From Home
  7. Marrow
  8. White Snow, Red Shadows
  9. Stumble On
  10. Waiting To Fall
  11. Tethered
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