8.0
- Band: MAGNUM
- Durata: 00:54:26
- Disponibile dal: 26/02/2016
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
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L’ispirazione appare come un’inesauribile fonte sacra dalla quale il chitarrista Tony Clarkin attinge a piene mani, ottenendo con invidiabile perseveranza una serie di risultati artistici a dir poco sorprendenti. Il musicista britannico ha iniziato a lavorare a delle nuove composizioni subito dopo la pubblicazione dell’ottimo “Escape From The Shadow Garden” e, anche in questo caso, possiamo affermare senza alcun indugio di trovarci al cospetto dell’ennesimo capitolo imprescindibile coniato dalla storica band inglese. Rappresentato dalla copertina curata dall’eclettico artista fantasy Rodney Matthews, “Sacred Blood ‘Divine’ Lies” contiene dieci episodi poliedrici e cangianti, dai quali emergono progressivamente un’infinita sequenza di multiformi sfumature cromatiche. Il concetto di musica rock viene riletto ed aggiornato mediante la comprovata classe dei Magnum, realmente impressionanti nell’elaborare con cura certosina una serie di irresistibili anthem da tramandare ai posteri. Impossibile non ritrovarsi a battere incessantemente il piede durante l’ascolto dell’accattivante “Gypsy Queen”, concepita dai protagonisti dopo aver visitato l’incantevole città di San Pietroburgo, così come è inimmaginabile non lasciarsi travolgere dalla magistrale eleganza profusa dal morbido midtempo “Your Dreams Won’t Die”. Alla pari delle chitarre, le tastiere recitano sovente un ruolo di primo piano nell’economia dell’opera, donando un marcato tocco di solennità all’austera sincope dettata da “Crazy Old Mothers” e dalla meravigliosa “Don’t Cry Baby”, regale ballata dalla quale emerge tutta la fantasia e l’estro del sottovalutato musicista, Mark Stanway. “Twelve Men Wise And Just”, “A Forgotten Conversation” e “Quiet Rhapsody” sono invece tre episodi brillanti ed ingegnosi, meritevoli di reglarci improvvisi chiaroscuri densi di avvincenti melodie. La rocciosa title track viene interpretata con passionale trasporto dall’immarcescibile Bob Catley, stimato protagonista in grado di conferire un inestimabile valore aggiunto ad un’opera già di per sé maestosa ed avvincente. Altro giro, altro regalo.
