7.5
- Band: MAGO DE OZ
- Durata: 01:16:45
- Disponibile dal: 30/10/2025
- Etichetta:
- Warner Music Spain
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Con oltre trent’anni di carriera alle spalle e ben tredici dischi in studio pubblicati, i Mago De Oz hanno segnato un’intera epoca per moltissimi appassionati di musica rock e metal, in particolare nei paesi latini. Arrivati a questo punto della loro lunghissima carriera, è abbastanza comprensibile che il meglio che gli spagnoli potessero dare sia già stato composto e prodotto in passato, in quel periodo d’oro compreso tra il 1998 ed il 2006, il quale vide la pubblicazione di album immortali come “La Leyenda De La Mancha”, “Finisterra”, “Gaia” e “Gaia II: La Voz Dormida”. Oggi non possiamo certo attenderci che il gruppo più famoso di Spagna possa presentarsi con dischi dello stesso spessore, ma si può senza dubbio restare dell’idea che i Mago De Oz siano sempre in grado di comporre musica di qualità mediamente elevata, tanto che anche questo “Malicia: La Noche De Las Brujas” può rientrare nella categoria dei “dischi che arrivati a questo punto della carriera c’è solo da baciarsi le mani”.
Se da una lato i fan sentono la mancanza della storica e leggendaria formazione che ha segnato l’epoca d’oro della band, c’è da dire che per poter ancora scrivere dischi di questa qualità forse è proprio stato necessario rinnovare la line-up con musicisti affamati e in grado di portare un po’ di nuova linfa anche all’interno del songwriting. Oggi la formazione è profondamente cambiata, con il nuovo super frontman Rafa Blas, che già abbiamo apprezzato nel precedente “Alicia En El Metalverso”, dato alle stampe ad inizio 2024, e tanti altri artisti a circondare lo zoccolo duro formato solamente da Txus, leader e batterista, e Mohamed, violinista.
Se nel disco pubblicato poco più di dodici mesi fa, la band provava a costruire un sound più gotico ed oscuro, certamente meno folkeggiante, qui si ritorna al passato, in particolare collegandosi alla trilogia di “Gaia” ed in particolare alla seconda parte, “Gaia II: La Voz Dormida”. I riferimenti – che sono delle vere e proprie autocitazioni – arrivano in un paio di occasioni, ma è in generale la strada percorsa lungo tutto questo nuovo lavoro a riportare alla mente quei dischi; dalla partenza affidata al brano più lungo del lavoro ad un sound più possente in diversi passaggi, fino ad una varietà sonora che forse non si incontrava da quei dischi.
Per potersi presentare a distanza di così poco tempo con un lavoro ancora ispirato, stavolta il songwriting è stato delegato ai nuovi arrivati, con il Txus, mastermind assoluto, che compare in molti meno credit rispetto al passato. Diego Palacio, flautista, firma diverse delle composizioni, ma, in generale, tutta la formazione ha dato una mano in fase di scrittura, in particolare con il nuovo tastierista Francesco Antonelli, ma anche con lo stesso Rafa e con la nuova cantante Xana Levay. Con oltre 75 minuti di musica (forse un po’ troppi!) “Malicia” non è un disco facilmente assimilabile, ma la capacità di inserire al suo interno svariate influenze – sempre però dedite al sound classico e riconoscibile firmato Mago De Oz – rendono l’ascolto molto interessante. Ce n’è per tutti i gusti, quindi, a partire dalla lunga suite che apre l’ascolto e che sembra muoversi proprio sulla scia del brano d’apertura del disco del 2006 “Gaia II: La Voz Dormida”; un episodio che cambia atmosfere in maniera disinvolta, partendo spedita e fluttuando sulle note di chitarra e violino per poi correre sulla doppia cassa di Txus, inserendo melodie vocali che subito scaldano l’anima. Ma è d’obbligo citare anche la melodica e scoppiettante “Ríos De Lágrimas” – un’autentica hit da cantare senza freni – “Quiero Ser Libre”, spensierata ma non banale, oppure le influenze settantiane di “La Ruta De Los Sordos”, la powereggiante “Halloween (Almas Sin Luz)”, qui cantata bene e con personalità da Xana Levay, e la sognante ed orchestrale “Siempre Juntos”, ballad che chiude l’ascolto.
Tanti riferimenti al proprio passato (anche se spesso voluti), il suono della batteria con una doppia cassa a volte quasi fastidiosa con quell’effetto simil ‘elicottero’ e la voce femminile di Xana Lavey, fin troppo soave e che non sempre convince; questi sono invece alcuni dei difetti che si incontrano addentrandosi nel nuovo disco dei Mago De Oz. Ma “Malicia: La Noche De Las Brujas” è un lavoro che, ascolto dopo ascolto, convince sempre di più, dimostrando come si possa ancora scrivere musica di qualità dopo così tanti anni di carriera e le molte difficoltà attraversate nel tempo. Se c’è un artista resiliente che mai si arrenderà, anche se rimasto solo a combattere contro dei mulini a vento, questo è Txus. E lui e la sua band fanno ancora un bel centro!
