MAIM – Ornaments of Severity

Pubblicato il 13/06/2017 da
voto
7.0
  • Band: MAIM
  • Durata: 00:41:41
  • Disponibile dal: 09/06/2017
  • Etichetta:
  • Soulseller Records

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Il bassista/cantante Rikard Ottosson è stato per qualche tempo uno dei “nameless ghoul” dei Ghost. Forse questo è uno dei motivi per cui i Maim hanno impiegato ben sei anni per dare alle stampe il successore dell’apprezzato “Deceased to Exist”. Chiaramente dal nuovo “Ornaments of Severity” nessuno deve però aspettarsi formule hard rock e velleità pop: la proposta del trio svedese è rimasta ancorata ad un rozzo e schietto death metal di matrice tardi anni Ottanta e primissimi Novanta. Tutto molto lineare in questo disco, che si muove su coordinate chiare, con pochi ingredienti subito messi in campo, come a chiarire perfettamente dove si andrà a parare. Un lavoro che non disdegna parentesi più sibilline e qualche deriva strumentale a spezzare il ritmo, ma che nel complesso resta fieramente diretto e sgraziato, con quelle ritmiche claudicanti e quel riffing di chitarra sghembo ad evocare di continuo i maestri Autopsy o, volendo restare in Svezia, le prime uscite dei Morbus Chron. L’approccio alle registrazioni è anche decisamente lo-fi, con tutti gli strumenti e la voce sullo stesso piano, per creare un wall of sound il più organico e sincero possibile, in modo che la successiva resa live non lasci campo a dubbi. Tracce come la immediatissima “With Nails and Bolts” e la più composta ed elaborata “Sepulchral Haze” sono musicalmente una dichiarazione d’intenti: non importa in quale direzione decidano di muoversi, i Maim non scendono a compromessi, e testimoniano in tutte le canzoni di questo loro terzo full-length il loro amore per un genere e un modo di fare musica. Come accennato, non trovano spazio grandi divagazioni, sfumature o occhiolini a registri death metal diversi da quelli illustrati poc’anzi. Quella dei Maim è una riproposizione di quanto è stato, arricchita da una decisa padronanza in sede compositiva ed esecutiva e da un brio che non accenna a scemare e che, anzi, fa ipotizzare che questi ragazzi svedesi si siano anche molto divertiti nella realizzazione dell’opera. Teneteli seriamente in considerazione se stravedete per tutto ciò che Chris Reifert ha prodotto in carriera.

TRACKLIST

  1. Caves of Echoing Madness
  2. Coffin Gloryhole
  3. Aura of Desperation
  4. With Nails and Bolts
  5. The Judas Cradle
  6. Skeletons
  7. Ceremonial Knife
  8. Slaughterhouse
  9. The Gnarling Dead
  10. Crushing the Tomb
  11. Sepulchral Haze
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