7.0
- Band: MALAURIU
- Durata: 00:28:11
- Disponibile dal: 15/09/2022
- Etichetta:
- Black Mass Prayers
Piano piano i Malauriu si stanno avvicinando alla quadratura del cerchio, la loro ricerca del sound più adatto alla loro indole oscura è ormai tracciato e messo a fuoco. La prossima release dovrebbe essere quella della maturazione – e noi tutti lo speriamo. Il nuovo EP riporta la band all’interno della dimensione più estrema della musica metal, dopo aver spaziato in molte dimensioni sonore diverse. Da questi viaggi i Malauriu si sono arricchiti e hanno iniziato a forgiare con maggior convinzione rispetto al passato la loro musica, mescolando astrazioni atmosferiche alla grezza roccia black metal: ne deriva questo “De Natura Obscuritatis”, un prodotto apparentemente semplice, ma che ci dice in realtà molto di più. La band potrà ripartire dalla titletrack e cercare di riformularla in futuro in chiave diversa: ora le varie influenze musicali coesistono nel proprio trademark, la prossima volta dovranno essere fuse assieme per sprigionare tutta la loro energia. Si parte da “Red Goat Rises” e si riparte dal caro, buon vecchio black metal puro e semplice, che temevamo i Malauriu avessero quasi dimenticato nell’ultimo full-length album; e invece si ritorna alla radici. Il tocco black metal è notturno e con una vena mistica, sembra quasi di sentire gli Ancient del loro debutto. Lo stile underground continua anche nel secondo capitolo, con qualche sprazzo di contaminazione tipica del sound della formazione siciliana, ma è con “The Locust” che la band fa centro: qui l’arcana tradizione satanista sicula si ridesta, un tocco invisibile della scuola musicale extreme metal italiana prende corpo in piccoli e quasi impalpabili dettagli; qui tutta l’essenza dei Malauriu è davvero presente e l’atmosfera che si crea avvolge di mistero i riff ossessivi come uno tetro sudario. Questo EP mostra come la band sia pronta a prendere idealmente il testimone di quella scuola italiana di alcuni decenni fa che, grazie ad una manciata di band lungimiranti, riuscì a creare un filone stilistico non omogeneo, ma con un comun denominatore solido. Peccato che la produzione non riesca proprio ad esaltarne le atmosfere perchè in questi capitoli c’è satanismo, odore di sangue, rituali carnali, malignità e vecchie tradizioni che riaffiorano. Questo e tanto altro si riesce a scrutare nell’oscura musica di questo EP, e alla fine il macabro fascino di questa proposta underground soddisfa la curiosità di penetrare tutto ciò che adombra una release molto underground nello spirito e nella sua realizzazione. Avanti così.
