8.0
- Band: MALEFIC THRONE
- Durata: 00:44:17
- Disponibile dal: 28/11/2025
- Etichetta:
- Agonia Records
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A tre anni di distanza dall’omonimo EP di debutto uscito per Hells Headbangers Records, Palubicki (ex Angelcorpse, Perdition Temple), Steve Tucker (Morbid Angel) e Longstreth (Origin, ex Angelcorpse) non perdono tempo in preamboli prima di scatenarsi nella loro tempesta death metal marchiata a fuoco e fiamme, rilasciata nella forma del nuovo full “The Conquering Darkness” da Agonia Records.
Quello presente nel disco è tutto materiale inedito, scritto da tutti i membri del gruppo in presenza, come a rimarcare un affiatamento comune che emerge effettivamente da subito di fronte alla loro violenta proposta.
I riff serpentini di Palubicki si lasciano riconoscere sicuramente da subito per ferocia ed intensità (“Blasphémait Desecration”), ma basta il singolo “The Voice Of My Ghost” per poter assimilare al meglio la stretta collaborazione tra il basso e la batteria, suonata da Longstreth con piglio tanto metodico quanto istintivo.
Lontano dai rigidi tecnicismi degli Origin, l’americano ha modo di sprigionare un mix di talento, tecnica e fantasia particolarmente degno di nota, che tra incastri velocissimi di doppio pedale, rullate ed accenti caratterizzanti, eleva all’eccellenza brani come “Athirst For Dissonance” o “Born Of Plague”.
Sotto gli instancabili assalti delle chitarre, Tucker sfodera una prestazione vocale potente ed affilata, incentrata quasi unicamente sul growl, ma capace di svilupparsi in linee vocali sostenute e riconoscibili con il tempo. In linea con una tradizione prettamente old-school infatti, i brani presentano strofe, bridge e ritornelli che ritornano e si alternano in maniera decisa, schietta, permettendo di riconoscere e di appassionarsi ai pezzi come si faceva una volta con le vecchie glorie del death metal americano.
“Carnage Of The Forgotten” e “When Our Shadows Align” aggiungono un pizzico di taglienti melodie nervose e sfuggenti, prima di concludere il massacro con “Forged Of Stone”, primo vero momento di riposo dell’album destinato a richiamare più da vicino il passato ed il presente di Tucker nei Morbid Angel e glorioso epitaffio per un disco forgiato dal sudore, dalla foga e dalla rabbia.
Se, come dice la leggenda, l’origine di questo progetto risalga alla metà degli anni Novanta, quando Morbid Angel ed Angelcorpse si sono trovati a registrare entrambi negli stessi studi di registrazione, non sappiamo dirlo: quel che è sicuro è che l’atmosfera dei trionfali anni del death metal americano non solo rivive in queste canzoni, ma si rinnova in nome di una potenza ancora inesaurita ed inattaccabile.
“The Conquering Darkness” dimostra come si possa ancora risultare avvincenti proponendo una formula datata, ma proprio per questo capace di sprigionare una forza pura ed incontaminata dal tempo, energia proveniente dal caos e forgiata dalle sapienti mani di tre veterani indiscussi del metal underground.
