MAMMOTH MAMMOTH – Volume III – Hell’s Likely

Pubblicato il 21/12/2012 da
voto
6.5
  • Band: MAMMOTH MAMMOTH
  • Durata: 00:31:47
  • Disponibile dal: 23/11/2012
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Spotify non ancora disponibile

Apple Music:

L’Australia è rimasto uno dei pochi paradisi del rock incontaminato, su questo non c’è dubbio. Sarà perché la presenza di due colossi quali Ac/Dc e Rose Tattoo ha dato un traino incredibile alla scena, fatto sta che ormai un certo tipo di hard rock and roll può venire solo da quel paese o comunque non può fare a meno di ispirarsi alle band australiane. Non fanno certo eccezione questi Mammoth Mammoth, quartetto di Melbourne che ha come nume tutelare i Rose Tattoo del grande Angry Andersen. I Nostri hanno raggiunto un discreto grado di popolarità in patria, grazie a delle performance incendiarie e a delle spacconate clamorose che – unendo Lennon e DeMaio – li porta a definirsi “bigger than Jesus, louder than hell”. Tutto ciò è valso l’attenzione della Napalm Records, da qualche anno attenta ad un certo tipo di sonorità. Arriva così in Europa questo “Volume III – Hells Likely”, concentrato di purissimo hard boogie maleducato che pare una perfetta colonna sonora per un’escursione senza guida nell’outback. Cafoni, ignoranti, diretti e spacconi: questo sono i Mammoth Mammoth, che però musicalmente risultano fin troppo dipendenti dal verbo dei Rose Tattoo, fino a sfiorarne il plagio in “(Up All Night) Demons To Fight” che a tutti gli effetti pare un outtake di “Pain”. Meglio quando il quartetto si cimenta con sonorità più grezze e nordiche, come nell’opener “Hell’s Likely” o quando – come in “Sittin Pretty” – cerca di seguire le orme fangose ed alcoliche dei Nashville Pussy. Non mancano certo alcuni accenni ai Motorhead qua e là, giusto per dare più vigore alla propria proposta e nemmeno qualche puntatina nello stoner degli Spiritual Beggars, che pare messa lì più che altro per giustificare un monicker che evoca pesantezza estrema. Naturalmente la band non punta nemmeno un penny sulla tecnica individuale, sebbene alcuni assoli di chitarra di Ben Couzens siano assolutamente curati e di buon gusto. Dietro al microfono Mikey Tucker guida l’ascoltatore con sicurezza e timbro maschio e roco, consumato dalle sigarette e dal whisky, come nella migliore tradizione del genere. Tutto sommato – tolta una eccessiva derivatività insita comunque nel genere stesso – non ci sono particolari critiche da fare ai Mammoth Mammoth: di certo non sono dei pesi massimi del genere, ma la mezz’ora di musica che ci offrono è tutto sommato divertente e cafona al punto giusto. E poi nessun maschio eterosessuale potrà rimanere indifferente al cover artwork che i quattro ruffiani hanno scelto come biglietto da visita per “Hell’s Likely”. Rock and roll!

TRACKLIST

  1. Hell's Likely
  2. Go
  3. Bare Bones
  4. (Up All Night) Demons To Fight
  5. Sittin Pretty
  6. I Want It Too
  7. Bury Me
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.