MAN MUST DIE – Peace Was Never An Option

Pubblicato il 23/10/2013 da
voto
7.0
  • Band: MAN MUST DIE
  • Durata: 01:00:00
  • Disponibile dal: 28/10/2013
  • Etichetta: Lifeforce Records
  • Distributore: Audioglobe

I Man Must Die non intasano certo il mercato. Più di un decennio di attività e quattro album, di cui questo ultimo “Peace Was Never An Option” arriva ad oltre quattro anni di distanza dal precedente “No Tolerance For Imperfection”. Lasciata la Relapse, il quartetto si è accasato presso la più familiare Lifeforce Records e, forse sentendosi così più libero, ha confezionato quello che è probabilmente il disco più eclettico e impulsivo della propria carriera. Va sottolineato subito che i Nostri vantano da sempre una spiccata personalità compositiva, focalizzata sulla capacità di coniugare nelle loro canzoni numerose influenze di varia natura; con “Peace…”, tuttavia, questo approccio viene spesse volte portato all’eccesso e il risultato è una tracklist lunghissima nella durata e ricchissima di spunti, alcuni dei quali poco decifrabili. Sin dagli esordi i death metaller scozzesi si sono presentati come una sorta di anello di congiunzione fra le sonorità glaciali e calcolate degli Origin e il melodic death ipervitaminizzato dei Kataklysm, con alcune occasionali varianti sotto forma di strizzate d’occhio a gente come Suffocation, Aborted, The Red Chord e Misery Index (con i quali sono anche andati in tour); oggi prendete questa formula e annesse declinazioni e allargatela ad ogni singolo brano, aggiungendo qualche altra nuova soluzione. Quasi superfluo evidenziare come l’esito sia un turbine in cui i Man Must Die lasciano l’ascoltatore in balia dei loro continui cambi di tempo e di registro chitarristico. La carne al fuoco è davvero parecchia e, come se ciò non fosse sufficiente, anche Joe McGlynn si adegua alla nuova impronta, provando a cantare con una voce più pulita in alcuni tratti. Alla fine dei conti, si rimane favorevolmente impressionati dall’estro esibito dalla band, che ancora una volta sprizza grande ispirazione, e dalla qualità dei singoli spunti, tuttavia restano alcuni dubbi sull’efficacia complessiva delle singole canzoni (tantissime superano i cinque minuti di durata) e su certe evoluzioni un po’ azzardate. Per intenderci, se fra Origin e Kataklysm il salto non è breve ma tutto sommato gestibile dai ragazzi, non si può dire esattamente lo stesso per altre aperture: “The Price You Pay”, ad esempio, inizia quasi come un brano degli In Flames! Quindi, nonostante il platter in generale si lasci ascoltare bene, vi è un po’ di rammarico se si pensa che sul precedente “No Tolerance For Imperfection” il gruppo era riuscito a trovare un ottimo compromesso, sciorinando delle tracce come “Gainsayer” o “Kill It Skin It Wear It” che combinavano la giusta dose di tecnica e orecchiabilità; questo approccio viene invece ripreso qui solo in un pezzo come “Abuser Friendly”, che, non a caso, è già stato utilizzato come singolo in attesa dell’uscita dell’album. A volte “less is more”, ma forse questo criterio è davvero troppo lontano dall’indole dei Man Must Die, band nata per sorprendere e sorprendersi, a qualsiasi costo. In ogni caso, complimenti per l’ingegno e l’audacia!

TRACKLIST

  1. Congregation
  2. Hiding in Plain Sight
  3. Patriot
  4. The Hell I Fear
  5. Sectarian
  6. Dissolution
  7. Absence Makes the Hate Grow Stronger
  8. The Price You Pay
  9. Antisocial Network
  10. Abuser Friendly
  11. On the Verge of Collapse
  12. The Day I Died
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