MAN MUST DIE – The Human Condition

Pubblicato il 01/06/2007 da
voto
7.0
  • Band: MAN MUST DIE
  • Durata: 00:43:37
  • Disponibile dal: 21/05/2007
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Self

Un caloroso “bentornati” ai Man Must Die, band della quale si erano le perse le tracce poco dopo la pubblicazione del notevole debut “Start Killing” e che ora torna con un album nuovo di zecca addirittura su Relapse Records! Tre anni fa avevamo elogiato l’abilità del quartetto nel mescolare diversi correnti di death metal in un assalto compatto e coerente e oggi siamo felici di poter fare lo stesso, visto che il nuovo “The Human Condition” ci ripropone più o meno quella stessa miscela di ritmiche tiratissime alla Suffocation e riffing variegato in stile Kataklysm che avevamo potuto apprezzare sull’album di debutto. Diciamo “più o meno” perchè la band scozzese in questo periodo di assenza non sembra essersi adagiata sugli allori: i nostri hanno infatti cercato di evolversi e di inserire degli elementi nuovi nel loro sound, in modo da rendere quest’ultimo ulteriormente più fresco e personale. Tali sforzi sono evidenti soprattutto nelle strutture dei brani e nel modo in cui i riff sono stati assemblati: le dinamiche e la tendenza a creare passaggi di autentico caos controllato sono infatti prese in prestito direttamente dai The Red Chord. Un’influenza, quella della band di Boston, evidente soprattutto in tracce schizzatissime come “March Of The Clones” e “Cardboard Gangster”, i due episodi migliori del platter assieme alla cadenzata e cangiante “1000 Promises Of Pain”. C’è da dire, purtroppo, che il finale di tracklist stanca un pochino a causa di brani più in linea con lo stile del debut ma incentrati spesso su riff maggiormente old school un poco anonimi. Senza dubbio la qualità media rimane su livelli ragguardevoli, ma è impresa ardua scovare pezzi del medesimo valore di quelli che abbiamo citato. In ogni caso, “The Human Condition” finisce per risultare tutto fuorchè un passo falso per i Man Must Die. La band sembra essere nel pieno della sua evoluzione… sperimenta e prova soluzioni nuove, tuttavia non perde di vista il songwriting, tanto che l’album, nonostante non sia perfetto, si lascia ascoltare volentieri e diverte comunque. Appuntamento fra un paio d’anni con il full-length definitivo.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Silent Observer
  3. March Of The Clones
  4. Waster
  5. 1000 Promises Of Pain
  6. Cardboard Gangster
  7. Past The Point
  8. You Stand Alone
  9. Elitist
  10. Organized Insanity
  11. Suicide Gene
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