MANDRAGORA SCREAM – Madhouse

Pubblicato il 19/03/2007 da
voto
6.0
  • Band: MANDRAGORA SCREAM
  • Durata: 00:53:50
  • Disponibile dal: //2007
  • Etichetta: Lunatic Asylum Records
  • Distributore: Andromeda

Terzo studio album per i Mandragora Scream, sempre guidati dallafascinosa Morgan Lacroix. Per chi non conoscesse la band giovaricordare che, formatisi nel 1997 e con tre album all’attivo (compresoquesto che ci apprestiamo a recensire), i nostri, piuttosto benvolutidalla critica, non sono ancora riusciti a fare il grande salto verso ilsuccesso. A dire il vero probabilmente si stanno allontanando da taleobiettivo, essendo passati dalla Nuclear Blast allavolonterosa ma piccola Lunatic Asylum. Comunque sia i ragazzi siripresentano sulle scene con questo “Madhouse”, dove viene portatoavanti tutto il discorso musicale precedentemente intrapreso, quindi ungothic dark metal a volte piuttosto leggerino e fin troppo accessibile.La parte del leone delle dodici composizioni la fa la voce davverosplendida della bionda singer: il timbro di Morgan è molto ricco disfumature che la rendono decisamente superiore a parecchie sue colleghepiù blasonate. Il disco però, che ha una partenza al cardiopalma, benpresto perde mordente e le tracce diventano più banali man mano che siavanza nell’ascolto. Le prime due composizioni, vale a dire “DarkLantern” e “Redeemer” sono gli unici due episodi degni di nota, graziea un incedere che al gothic miscela delle partiture care ai Death SS di”Panic”, lasciando poi che Morgan dia il meglio di sè nelle lineevocali. Purtroppo l’album non raggiungerà più tali livelli, anche se cisono dei colpi di coda che comunque lo rendono meno monotono, come adesempio nel trittico “Haunted Heart”, “Silences” e “Omen Reveries”,maggiormente energiche delle rimanenti canzoni. L’influenza del goth daclassifica di Lacuna Coil e Evanescence è evidente nei brani più lenti,come “Ghost Of Swan”, ma i nostri non sono decisamente portati percerte partiture. Detto che l’intero lavoro è ammantato di un’auraorrorifica e vampiresca (che, detto onestamente, ha un po’ stancato) eche la produzione è piuttosto buona e mette in evidenza soprattuttovoce e tastiere, suonate da Jack Lowell Halleyn, non resta cheaugurarsi che i Mandragora Scream riescano a meglio focalizzare ipropri obiettivi, dato che il talento di certo non manca. Lasufficienza a musicisti di questo calibro non può e non deve bastare,quindi occorre innestare la marcia in più che li differenzi dallaconcorrenza e li allontani da tentazioni commerciali che avvelenano illoro sound.

TRACKLIST

  1. Vlad
  2. Dark Lantern
  3. Redeemer
  4. Frail Midnight
  5. Blight Thrills
  6. Frozen Space
  7. Haunted Heart
  8. Silences
  9. Omen Reveries
  10. Ghost Of Swan
  11. Lifeless Haze
  12. Nightfall
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