MANDRAGORA SCREAM – Volturna

Pubblicato il 09/01/2010 da
voto
5.5
  • Band: MANDRAGORA SCREAM
  • Durata: 00:59:06
  • Disponibile dal: 21/11/2009
  • Etichetta: Lunatic Asylum Records
  • Distributore: Self

Partiti concettualmente da Lucca nel 1997, autori già di tre album (due dei quali su Nuclear Blast), un singolo, un DVD e cappeggiati dalla sensuale Morgan Lacroix e dal chitarrista, compositore e cantante Terry Horn, i Mandragora Scream giungono sotto l’egida della Lunatic Asylum al quarto lavoro in studio, che vede i due affiancati per l’occasione dai nuovi Furyo (batteria) e Max River (basso). L’attesa per il nuovo parto discografico della band era notevole da parte della nutrita schiera di fan sparsi un po’ in tutto il globo, ma come spesso succede la montagna partorisce il topolino. I quindici nuovi pezzi, comprese le due cover di “Bang Bang” (Cher) e “Fade To Grey” (Visage), non fanno certo gridare al miracolo, sicuramente anche per gli evidenti deficit di produzione. Molto appiattiti infatti i suoni, assolutamente mal registrate le non sempre perfette parti vocali e poco in evidenza le chitarre, cosa che può anche rientrare nelle scelte stilistiche del gruppo, ma che contribuisce ad abbassare la dinamica totale del disco. Lungo l’ora scarsa dell’album si alternano molte ombre e poche parti riuscite, risultato dovuto anche alla troppa disomogeneità riscontrabile tra un pezzo e l’altro. Tirare in ballo contemporaneamente atmosfere quasi sanremesi (“Blindness”), barocchismi sinfonici (“Breakin’ Dawn”), Tool, Spineshank ed ultimi Anathema (“The Seagull’s Creed”) e mille altre cose passando da Cradle Of Filth e Marilyn Manson fino agli Helalyn Flowers ed al simil nu-metal di “The Calling From Isaiah” è veramente troppo, specie se si tende a perdere il filo del discorso ed a costruire canzoni in cui si vuole infilare tutto. Del poco che resta a galla, citiamo “A Chance From Him” dove le diverse anime del disco convivono e si amalgamano in maniera originale e riuscita e “Killin’ Game”, dove i Rammstein, l’elettronica più di consumo e controcanti arabeggianti assecondano bene il vampiresco concept lirico. Discreta anche l’idea di aprire e chiudere il cd con due brevi recitati accompagnati da basi (“Lui” e “Heartbound Eve”), anche se il risultato suona leggermente datato. Ci si aspettava di più dai Mandragora Scream, molto indecisi sulla strada da seguire per il futuro e forse non supportati da fattori economici e scelte di produzione adeguati. Per ora, nella speranza che ci facciano ricredere nei prossimi show insieme a Christian Death e The 69 Eyes, Varnya resta nell’ombra…

TRACKLIST

  1. Lui
  2. I’m Goin’ Alone
  3. The Circus
  4. Deceiver
  5. Breakin’ Dawn
  6. Killin’ Game
  7. Blindness
  8. Farewell
  9. A Chance From Him
  10. The Calling From Isaiah
  11. Bang Bang
  12. The Seagull’s Creed
  13. Fade To Grey
  14. Nails
  15. Heartbound Eve
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