MÅNEGARM – Edsvuren

Pubblicato il 26/08/2025 da
voto
7.5
  • Band: MANEGARM
  • Durata: 00:50:56
  • Disponibile dal: 29/08/2025
  • Etichetta:
  • Napalm Records

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E’ nuovamente tempo di celebrazioni, e questa volta, a spegnere le fatidiche candeline sulla torta troviamo i Månegarm.
La band svedese, sorta nel 1995 in quel di Stoccolma, giunge infatti ai sei lustri di attività; e quale miglior modo di festeggiare l’importante traguardo se non quello di regalarsi e regalarci un nuovo album? Il capitolo numero dodici di una lunga strada che li ha visti crescere, incarnando nel tempo i lineamenti della perfetta macchina metal tappezzata di viking, black e folk.

Ed a proposito di perfezione, il qui presente “Edsvuren” ha tutti i crismi per avvicinarsi a tale sostantivo. La tradizione, il cantato in lingua madre, una produzione raffinata ma non troppo, la rabbia vichinga, la rocciosità del nero metallo, la leggerezza del folkore: tutti elementi ormai tipici e assodati, che ora vengono ulteriormente agghindati da puntelli costellati dalla matrice più classica e melodica, a costruire una sorta di compendio totalizzante della formula portata avanti con professionalità e devozione dal combo scandinavo.
I Månegarm sono stati bravi a ritoccare negli anni, senza tuttavia snaturarlo, il proprio percorso artistico, rendendolo effettivamente più orecchiabile, non arrivando comunque a soluzioni palesemente commerciali: ed è forse stata questa la ricetta che, di fatto, li ha sempre premiati.
Anche quando, nel 2016, hanno dovuto fare a meno di Jonas Almquist, fondatore del gruppo, lasciando così ad Erik Grawsiö e Markus Andé, insieme al batterista Jacob Hallegren, il compito di proseguire le scorribande sonore. Un power trio capace, da “Fornaldarsagor” ad oggi, di mantenere alto il valore della proposta, riuscendo, grazie a soluzioni sicuramente più catchy, a raggiungere un numero maggiore di fruitori.

Testimonianza, come detto, è il nuovo “Edsvuren” la cui tripletta iniziale rappresenta al meglio lo stato di forma attuale dei lupi svedesi, certificandone la qualità. Il midtempo trascinante dell’opener “I skogsfruns famn”, nella quale segnaliamo la presenza dietro al microfono della figlia di Erik, Lea Grawsiö Lindström, si sposa benissimo con la successiva “Lögrinns värn”, ringhiosa, battagliera, corale, marchiata da una parte centrale dove la linea heavy prende il sopravvento, alzandone notevolmente il ritmo.
A chiudere il cerchio ci pensa infine la roboante “En blodvittneskrans”, una delle migliori del lotto: scoppiettante, con il suo lato power metal a spingere in zona refrain, mentre la rabbia vocale di Grawsiö si fa largo nelle varie strofe.
Si parlava dell’ormai canonica triplice veste dei Månegarm, ed è con i due brani a venire che i nostri ci riportano tra le foreste di quel fantastico lavoro chiamato “Uriminnes Havd”: prima inondati di dolcezza con “Rodhins hav”, dove la voce di Ellinor Videfors ci invita a sederci in riva al mare per ascoltare la storia della tradizione svedese, quindi facendosi trascinare dalla grinta di “Till gudars följe”, più allegra e ballabile.
All’appello manca il volto più malinconico della band: nessun problema, la sontuosa “En nidings dåd” arriva puntuale con il suo incedere glaciale e perentorio, condito dal sinuoso lavoro del violino di Martin Björklund, a chiudere una prima parte di album semplicemente, e torniamo al concetto di qualche riga fa, perfetta.

Ciò che di buono è stato prodotto nella prima sestina di “Edsvuren” viene di fatto replicato anche nella seconda metà del disco, con un’enfasi leggermente meno prorompente ma comunque efficace.
Esempio lampante è “Hör mitt kall”, inspiegabilmente troppo breve, sulla quale si erge il vittorioso ritornello, quasi da stadio oseremmo dire: un pezzo da resa live che tuttavia, si blocca proprio quando la struttura sembrava avesse racchiuso tutti gli elementi utili per sfociare in un qualcosa di ancor più glorioso.
La sognante melodia espressa ancora una volta dalla Videfors (“I runor ristades orden”) fa quindi da contraltare alla lunga e mistica “Skild från hugen”, anticipando un’altra perla di “Edsvuren”. L’esplosione di “Likgökens fest” è di quelle vibranti: il frequente cambio di ritmo, tra blast-beat e midtempo, viene travolto dallo stacco strumentale piazzato a metà del brano, lasciando trasparire l’entità black del trio scandinavo.

L’ennesimo viaggio tra storia, mito e paganesimo si chiude quindi con l’acustica title-track, ispirata dalle voci di Grawsiö e della terza ospite femminile, Liv Hope, a suggellare un album che, pur non scomodando paroloni quali ‘capolavoro’ o ‘meraviglioso’, traccia nuovamente una linea marcata e definitiva sulla validità dell’opera trentennale targata Månegarm.

TRACKLIST

  1. I skogsfruns famn
  2. Lögrinns värn
  3. En blodvittneskrans
  4. Rodhins hav
  5. Till gudars följe
  6. En nidings dåd
  7. Hör mitt kall
  8. I runor ristades orden
  9. Skild från hugen
  10. Likgökens fest
  11. Edsvuren
  12. Ofredsfylgjor
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