MANES – Be All End All

Pubblicato il 16/12/2014 da
voto
8.5
  • Band: MANES
  • Durata: 00:38:57
  • Disponibile dal: 10/10/2014
  • Etichetta:
  • Debemur Morti
  • Distributore: Masterpiece

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Placido, vellutato, sognante. Oppure irrequieto, urticante, da incubi. Se mai avreste pensato di trovare un prodotto artistico a cui poter associare senza timore di sbagliare questi termini opposti ed antitetici, vi consigliamo caldamente di ascoltare “Be All End All”, e tentare di smentirci se ci riuscite. Sembrano passati secoli ormai dall’imprescindibile “Under Ein Blodraud Maane”, perla di black metal norvegese classico datata 1999, così come ormai fuori trama sembrano i successivi “Vilosophie” e “How The World Came To An End”, che nonostante avessero già lasciato presagire il cammino intrapreso dai Manes, erano stati clamorosamente smentiti dalla nuova incarnazione della band sotto il nome Manii, che solo l’anno scorso rilasciava il freddo “Kollaps”, esempio di black metal evoluto ma comunque appartenente in tutto e per tutto al genere di definizione. E invece no, ancora stravolgimenti, il ritorno al nome primordiale e, soprattutto, un album assolutamente fuori da qualsiasi tipo di etichetta o catalogazione, rilasciato quest’anno da Tor-Helge Skei ed i suoi schizofrenici compagni. Ad un primo stadio interpretativo, ci troviamo di fronte ad un ensemble di soffuse ed algide canzoni electro/trip-hop, che non spingendo mai in termini di pesantezza o aggressività, accompagna l’ascoltatore in una calma perpetua durante l’ascolto, caratterizzato dall’utilizzo di molteplici registri vocali, ad opera di altrettanti cantanti coinvolti nel processo di registrazione. Fino a questo punto, le somiglianze con gli ultimi due lavori potrebbero essere molteplici, ma ecco salire improvvisamente un angoscioso senso di pericolo ed imminenza, che nel giro di poco tempo ammanta l’ascoltatore, rendendo dannatamente assurda ed inconcepibile la fruizione di “Be All End All”, grottesco e paradossale qualsiasi tipo di descrizione razionale della materia. Risulta letteralmente impossibile infatti, descrivere a parole il perché, questo album, trasudi un tale livello di malattia e morbosità, quali siano gli elementi subliminali che trasformino delle “semplici canzonette” in veri e propri inni al disagio esistenziale egregiamente sottolineate dai titoli, dai testi e dall’incredibile artwork che accompagna la pubblicazione. Se crediate che si tratti di esagerazioni, vi invitiamo ad ascoltare “Blanket Of Ashes”, “Name The Serpent”, o qualsiasi altro eccentrico episodio di “Be All End All”, per rimanere definitivamente turbati da un lavoro subdolo e profondo, apparentemente inerme ma capace di lasciare cicatrici insanabili. Album unico in un genere unico.

TRACKLIST

  1. A Deathpact Most Imminent
  2. Ars Moriendi (The Lower Crown)
  3. A Safe Place In The Unsafe
  4. Blanket Of Ashes
  5. Broken Fire
  6. Free As In Free To Leave
  7. Name The Serpent
  8. The Nature And Function Of Sacrifice
  9. Turn The Streams
1 commento
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