MANIC STREET PREACHERS – Resistance Is Futile

Pubblicato il 28/04/2018 da
voto
8.0
  • Band: MANIC STREET PREACHERS
  • Durata: 00:46:09
  • Disponibile dal: 13/04/2018
  • Etichetta: Columbia
  • Distributore: Audioglobe

Nonostante la produzione piuttosto generosa, il grande successo di pubblico e l’abbondanza di singoli radiofonici sfornati negli anni, i Manic Street Preachers non hanno mai perso del tutto la loro peculiare posizione di  paladini dell’undeground; sarà per il loro approccio lontano dalle luci della ribalta, per le posizioni politiche decisamente esplicite, o infine anche per l’aura di band maledetta che ancora li circonda a 23 anni di distanza dalla misteriosa scomparsa di Richey Edwards. Ecco, per certi versi quest’ultimo punto è forse la chiave di lettura fondamentale del nuovo lavoro della band gallese, dato che dopo il buon “Journal For Plague Lovers” (2009), i cui brani presentavano tutti testi scritti proprio da Richey e rimasti a lungo nel cassetto, le successive uscite dei Manics avevano decisamente fallito quanto a incisività: come se l’ombra lunga del tormentato chitarrista – oltre che nei loro cuori – stesse permanendo con troppa forza sul loro songwriting. “Resistance Is Futile” è invece decisamente un ritorno in grandissima forma, affrancato da fantasmi e debolezze, nel quale  James, Nicky e Sean compongono un perfetto compendio del loro straordinario gusto melodico, senza eccessi di glicemia, e dell’attitudine più rock e ormai spesso relegata nel passato da parecchio tempo – fatta salva qualche mirabile b-side che i completisti hanno potuto apprezzare negli anni. In queste dodici tracce c’è malinconia di classe, come nell’opener “People Give In” o nella pomposa “Vivian”, il pop-rock iconico del loro stile del primo singolo “International Blue” o di “Sequels Of Forgotten Wars”, e il bel duetto con The Anchoress su “Dylan & Caitlin“ per esprimere il lato più delicato e romantico della band. Ci sono pezzi più ritmati e che entrano in testa all’istante o sfuriate vicine al sound più remoto della band nella seconda parte, da “In Eternity” a “A Song For The Sadness”, passando per la splendida “Broken Algorithms”, nostalgica e moderna insieme. E c’è soprattutto, come sottotesto costante, l’onestà diretta da working class hero(es) che i Manic Street Preachers riescono sempre a mantenere anche dietro la facciata di mascara di Nicky Wire e l’approccio apparentemente dimesso dei cugini Bradfield-Moore; qui perfettamente esemplificata da un toccante omaggio alla tragedia di Hillsborough e alle sue conseguenze, una delle pagine più nere dello sport e della cronaca inglese, su “Liverpool Revisited”. Intanto, nemmeno il tempo di digerire appieno questa nuova uscita, e già la band si trova a dover abbozzare sulle indiscrezioni circa il loro futuro discografico; difficile immaginare che questo sia il loro ultimo album, ma di certo, anche se preferiamo non vederlo come un compiuto epitaffio, ci troviamo di fronte al loro album più maturo, piacevole e coinvolgente dai tempi di “Send Away The Tigers”, con anche la giusta componente elettrica in più.

TRACKLIST

  1. People Give In
  2. International Blue
  3. Distant Colours
  4. Vivian
  5. Dylan & Caitlin
  6. Liverpool Revisited
  7. Sequels of Forgotten Wars
  8. Hold Me Like A Heaven
  9. In Eternity
  10. Broken Algorithms
  11. A Song For The Sadness
  12. The Left Behind
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