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- Band: MANILLA ROAD
- Durata:
- Disponibile dal: //2001
“Atlantis Rising” sancisce il ritorno sulle scene dei Manilla Road, epic metal band di culto negli anni ’80 che solo ora sembra cominciare a riscuotere il meritato successo, grazie anche alle recenti ristampe di veri e propri capolavori come “Crystal Logic”, “Open The Gates” e “The Deluge”. Un ritorno a dire la verità un po’ particolare, visto che l’unico membro originario del gruppo ancora presente è il mitico chitarrista/cantante (nonché leader carismatico) Mark “The Shark” Shelton, mentre mancano all’appello lo storico batterista Randy “Thrasher” Foxe e il bassista Scott Park. Queste defezioni non sembrano però influire in maniera significativa sullo stile del gruppo, che sembra fortunatamente inalterato o quasi rispetto a quanto offertoci in passato dal trio americano. Ci troviamo infatti di fronte ad un epic metal di quelli che più anni ’80 non si può, all’unico VERO epic metal oserei dire, quello fatto di tonalità fosche e ritmi cadenzati, atmosfere oniriche e lyrics ispiratissime, niente di più lontano insomma da quell’ammasso di pifferi e clavicembali che oggi viene spacciato per “metallo epico”, il che equivale più o meno a paragonare un film come “Excalibur” allo Sword&Sorcery di bassa lega. Tutti i fan di questa storica band che vedevano questa nuova uscita discografica come una specie di “salto nel buio” possono pertanto rassicurarsi, visto che “Atlantis Rising” è un disco che porta stampato a caratteri cubitali il glorioso marchio dei Manilla Road. All’interno dell’album, l’inconfondibile voce tagliente e nasale di Mark Shelton si intreccia sapientemente con gli interminabili fraseggi di chitarra che di certo chi segue il gruppo conoscerà ed amerà, mentre la produzione come al solito ruvida e del tutto priva di fronzoli non fa che attribuire a questo disco un feeling ancora più “eighties”. E’ evidente che, nonostante la presenza di diversi pezzi ben strutturati ed altamente ispirati, non ci troviamo di fronte al miglior disco di Shelton e soci, ma sarebbe stato veramente da folli nonché da ingrati aspettarsi una cosa del genere da un gruppo con alle spalle una carriera ventennale. Resta il fatto che a 2001 inoltrato i Manilla Road continuano, seppur in questa nuova forma, a rappresentare la bandiera di un genere di cui molti che oggi si definiscono “metallari” ignorano addirittura l’esistenza, di un genere orgogliosamente “fuori moda” ed ingiustamente snobbato dalla massa. E lo fanno con la stessa classe e lo stesso orgoglio di sempre.
