MANIMAL – Trapped In The Shadows

Pubblicato il 07/12/2015 da
voto
6.5
  • Band: MANIMAL
  • Durata: 00:50:21
  • Disponibile dal: 20/11/2015
  • Etichetta:
  • AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

Si riaffacciano sul mercato discografico gli svedesi Manimal, band attiva dal 2001 ma che solamente nel 2009 è riuscita ad uscire dall’underground per arrivare al debutto con il discreto “The Darkest Room”, disco che in patria ha ottenuto un lieve successo ma che nel resto del mondo è rimasto poco conosciuto; “Trapped In The Shadows” è il titolo di questo secondo album che vede la luce oggi, ben sei anni dopo. Il genere proposto dalla band di Gotheborg ad un primo ascolto è un heavy classico Priest-style fortemente dopato con iniezioni di power metal che ricorda molto la proposta dei Primal Fear più diretti dei primi tre album, ma non solo, perché approfondendo ed analizzando meglio ci si possono trovare forti somiglianze anche con gli ultimi Edguy, dai quali gli scandinavi hanno preso di peso il suono clamoroso delle chitarre in riffing, e con gli U.D.O., chiamati in causa spesso da pattern chitarristici praticamente ripresi pari pari dal gruppo tedesco. A livello strumentale emerge una preparazione ottima, come da protocollo per il genere: grande è la prestazione alla chitarra di Henrik Stenroos, potente e preciso, supportato al meglio dalla sezione ritmica composta da André Holmqvist e Kenny Boufadene, ma sugli scudi si pone colui che è dietro al microfono e risponde al nome di Samuel Nyman, perennemente in grande spolvero dall’inizio alla fine dell’album. Non tutto a dire il vero fila liscio in questo lavoro, ed i problemi risiedono praticamente solo nel songwriting, dove a fare da contraltare a brani davvero ben composti troviamo più pezzi scritti con semplice mestiere e manierismo, veri e propri filler a riempire lo spazio tra una buona canzone e l’altra, e tutto questo è un gran peccato, perché qualche idea potenzialmente vincente i Manimal la tirano fuori davvero, soprattutto nella seconda parte del disco, quando i ritmi diventano variabili e la forma canzone prende le distanze dal modello “Painkiller” ad ogni costo. Ottima la produzione di Achim Koehler, inventore appunto del sound dei Primal Fear, e gradevolissima la comparsata di Udo Dirkschneider in “The Journey”, e perché no, il coro di voci bianche di “Screaming Out”. Ripetiamo, davvero un peccato, perché ci troviamo di fronte ad un album, citando il titolo, intrappolato nelle ombre di un genere, che se fosse stato composto seguendo meno dogmi avrebbe potuto farsi notare davvero.

TRACKLIST

  1. Irresistible
  2. March Of Madness
  3. The Dark
  4. Trapped In The Shadows
  5. Invincible
  6. Man-made Devil
  7. Silent Messiah
  8. The Journey
  9. Screaming Out
  10. Psychopomp
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.