MARDUK – Plague Angel

Pubblicato il 30/11/2004 da
voto
8.5
  • Band: MARDUK
  • Durata: 00:45:03
  • Disponibile dal: 22/11/2004
  • Etichetta: Regain Records
  • Distributore: Self

“World Funeral”, dopo una lunga agonia, aveva convinto un po’ tutti e soprattutto aveva rilanciato le quotazioni di una band che sembrava ormai allo sbando. Poi però le voci dell’allontanamento di Legion prima e di B. War poi avevano rigettato il nome della band nello scetticismo più nero. Niente di più sbagliato a giudicare dall’infernale “Plague Angel”, un album che si posiziona nei primissimi posti di gradimento nella sterminata discografia della band svedese. Alla fine la band guidata da Morgan H. ha guadagnato da questi recenti cambi di formazione, e nuova linfa vitale è confluita nel progetto Marduk. Interessante notare come lo stesso Morgan abbia beneficiato di questa ventata d’aria nuova, perché stavolta il songwriting di “Plague Angel” è fresco, potente, letale e non stagnante e tutto uguale come accadeva ormai da troppi anni. Alla voce, ‘terrificante’, c’è il bravo Mortuus: il nuovo singer è più vario rispetto al suo predecessore Legion, e soprattutto le sue metriche non sono tutte uguali. Bisogna però anche dire che il nuovo frontman dei Marduk ha potuto beneficiare di un songwriting molto ispirato, stavolta, e quindi a ben vedere non era solo colpa di Legion se le metriche negli ultimi album degli svedesi erano tutte così simili tra loro, e tale colpa andava condivisa con l’aridità compositiva del chitarrista Morgan. Anche se il membro storico dei Marduk sembra essere rinato, chissà che non scelga di inserire nella line up un altro chitarrista per variare meggiormente il riffing della band. Da segnalare anche il ritorno in gruppo di Magnus Devo Andersson in qualità di bassista, che aveva già fatto parte della band nei primi due album in qualità allora di chitarrista. L’album è sia velocissimo, grazie alla prova disumana – si spera non ‘truccata’ – del batterista Emil Dragutinovic, sia lento e presenta delle parti che riportano in mente l’intramontabile “Materialized In Stone”, anche se i livelli sono ovviamente inferiori, ma comunque degni di nota. I Marduk finalmente non hanno registrato nei soliti Abyss Studio e quindi “Plague Angel” ha una registrazione meno scontata, con suoni più abrasivi e limpidi. L’aura marziale è presente anche su questo lavoro della band e per accentuare le parti evocative di tale mood i Marduk hanno deciso di collaborare per l’occasione con gli Arditi, progetto di H. Moller dei Puissance e M. Bjorkman che vede un mix di percussioni militari e loop industriali oppressivi. Il risultato è devastante, le canzoni sono rasoiate violentissime, ma per niente scontate e le parti lente sono opprimenti e apocalittiche: un mix vincente in tutte le canzoni dell’album. Una release che davvero sorprende per intensità e qualità, elementi che gli stessi Marduk avevano trascurato sensibilmente negli ultimi anni. Non c’è una canzone in particolare da elogiare, tutte sono legate una all’altra e formano un’unica pellicola assolutamente incendiaria. “Plague Angel” suona migliore anche del tanto decantato “Panzer Division Marduk”. Le discussioni degli esperti in materia abbiano inizio…

TRACKLIST

  1. the hangman of prague
  2. throne of rats
  3. seven angels, seven trumpets
  4. life's emblem
  5. steel inferno
  6. perish in flames
  7. holy blood, holy grail
  8. warschau
  9. deathmarch
  10. everything bleeds
  11. blutrache
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