MARE COGNITUM – Phobos Monolith

Pubblicato il 27/11/2014 da
voto
7.0
  • Band: MARE COGNITUM
  • Durata: 00:49:39
  • Disponibile dal: 03/11/2014
  • Etichetta: I Voidhanger Records
  • Distributore: Masterpiece

Dopo lo split con Spectral Lore sempre edito dalla nostra I, Voidhanger, ecco tornare con fare sornione ma sempre accorto il talentuoso black metaller californiano Jacob Buczarski e la sua one-man band, i Mare Cognitum. Stavolta troviamo Buczarski intento a sviluppare una propria opera più ampia e compiuta, ovvero un full length album lungo quasi cinquanta minuti che ribadisce con fermezza quale sia l’indole creativa del Nostro: esplorare vastità e solitudine con fermezza, argomentando un verbo “depressive” rigido e conservatore senza però dimenticare lo slancio emotivo e la speranza (concettuale per lo meno) che deriva dalla psichedelia e dal progressive, e dunque, senza dimenticare neppure i tanti contributi “luminosi” che possono derivare per esempio dallo shoegaze e dal post-rock. E’ un gioco di luci e ombre quello di Buczarsk, ed il suo black metal risulta essere altamente ambivalente, pieno di solitudine e umori abbattuti e distanti, ma non senza argomentare una “storia” vera che non e’ solo pura depressione, ma include anche magniloquenza, colori, luci, intimismo, redenzione e anche slanci verso la sopravvivenza, verso la voglia di esistere trasmessa tramite strutture frenetiche e tremendamente turbolente. Questo dualismo che permea la musica di Buczarski ha dato vita a quattro epiche tracce della durata notevole – dieci minuti in media con picchi di quindici – in cui il musicista esplora sia la decadenza emaciata di Xasthur, che l’epicità e fierezza di Burzum, che cavalcate indimenticabili dei primi Enslaved o dei Woods of Desolation, che gli ovvi umori post-rockeggianti e “cascadiani” cui il black metal californiano e della West Coast in particolare non sembra mai riuscire a fare a meno: Weakling, Velnias, Wolves in the Throne Room, Addaura, Ash Borer e Fell Voices. Un bel viaggio, insomma, che seppur venato dagli inevitabili tratti di prolissità e autoindulgenza del genere, vi terrà inchiodati al lettore divorati da un budello sonoro di ghiaccio, black metal gelido e marmoreo, offrendo però più spesso anche un alienante calore emotivo derivante dalla fierezza, dalla frenesia, e dalla turbolenza stilistica orientata al post-rock di Buczarsk.

TRACKLIST

  1. Weaving the Thread of Transcendence
  2. Entropic Hallucinations
  3. Noumenon
  4. Ephemeral Eternities
2 commenti
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