MARILYN MANSON – Born Villain

Pubblicato il 24/05/2012 da
voto
4.0
  • Band: MARILYN MANSON
  • Durata: 01:03:33
  • Disponibile dal: 30/04/2012
  • Etichetta: Cooking Vinyl
  • Distributore: Edel

I Marilyn Manson sono sbocciati improvvisamente nel panorama alternative a stelle e strisce nel 1994 con “Portrait Of An American Family”, un lavoro che ad oggi suona ancora fresco e spontaneo,  meritevole di aver donato un nuovo e sinistro volto al rock duro, donandogli un mood perversamente oscuro. Le buone idee emerse nel debutto sono state bissate dalla trilogia composta dalla violenza iconoclasta di “Antichrist Superstar”, dall’alienante parodia glam di “Mechanical Animals” e dalla maturità artistica raggiunta con “Holy Wood”, opere che hanno ottenuto un incredibile riscontro di critica e pubblico. Al tempo stesso, l’egocentrismo del Reverendo ha causato una serie di importanti cambi di line up, che hanno minato la stabilità di una band sempre più nelle mani del frontman, padre e padrone di un progetto che nel corso degli ultimi anni ha perduto per strada la propria credibilità. Se la prima parte di “The Golden Age Of Grotesque” è composta da episodi indubbiamente accattivanti, gli insipidi richiami new wave di “Eat Me, Drink Me”, ma soprattutto il gigantesco passo falso di “The High End Of Low” ha portato il signor Warner in un vicolo cieco artistico apparentemente senza via di uscita. Rotto il contratto con la Interscope, Manson decide di tentare l’impresa di riconquistare i vecchi fan delusi dalle sue ultime due opere, accasandosi presso la label Cooking Vinyl e dando alle stampe “Born Villain”, un lavoro che a conti fatti testimonia l’inarrestabile emorragia artistica di un musicista che appare oramai come la triste ombra di se stesso. Nonostante le aspettative alimentate da un singolo incisivo ed astutamente ruffiano come “No Reflections”, rimaniamo nuovamente delusi dalla gran parte degli episodi rimanenti, che palesano un’ingenuità compositiva a tratti imbarazzante. Soltanto l’urticante riffing di “Hey, Cruel World…” e la ballata malinconica “Breaking The Same Old Ground” fanno riapparire temporaneamente lo spettro di un Manson vagamente ispirato (ma per dovere di cronaca segnaliamo che questi due brani sono stati scritti da Twiggy Ramirez e dal produttore Chris Vrenna), ma rimaniamo a dir poco basiti dopo aver assimilato un episodio come “Pistol Whipped”, incentrato su un agghiacciante beat monocorde sul quale viene incollato un riff portante a dir poco sciatto e posticcio. Le cose non vanno affatto meglio con “Disengaged”, mid tempo dotato di un chorus banale e oltremodo ridondante, mentre l’incalzante groove di “The Gardener” assume la funzione del famigerato specchietto per le allodole, dato che al suo interno cela una disarmante carenza di idee. Neanche il violento industrial metal di “Murderers Are Getting Prettier Every Day” coglie l’obiettivo di donare una necessaria scarica di adrenalina ad un lavoro che è attaccato ad un respiratore artificiale. Infine, la noia prende il sopravvento anche negli episodi più criptici come “The Flowers Of Evil” e “Children Of Cain”, due brani che – almeno nelle intenzioni – dovrebbero rievocare le macabre storie narrate dalla bocca intrisa di veleno del suo oratore, ma che in pratica ci accompagnano mestamente verso un oblio che pare non conoscere la sua fine. Appare superfluo, ma doveroso citare che nella bonus track “You’re So Vain” (incisa dalla cantautrice Carly Simon, già coverizzata dai Faster Pussycat), fa la sua comparsa l’attore Johnny Depp, reo di aggiungere il nulla al nulla. Un disastro.

TRACKLIST

  1. Hey, Cruel World...
  2. No Reflection
  3. Pistol Whipped
  4. Overneath The Path Of Misery
  5. Slo-Mo-Tion
  6. The Gardener
  7. The Flowers Of Evil
  8. Children Of Cain
  9. Disengaged
  10. Lay Down Your Goddamn Arms
  11. Murderers Are Getting Prettier Every Day
  12. Born Villain
  13. Breaking the Same Old Ground
  14. You're So Vain
44 commenti
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