MARILYN MANSON – Eat Me, Drink Me

Pubblicato il 12/06/2007 da
voto
6.0
  • Band: MARILYN MANSON
  • Durata: 00:56:32
  • Disponibile dal: /06/2007
  • Etichetta: Interscope Records
  • Distributore: Universal

Spogliato. Così si presenta l’artista, struccato e paurosamente simile alla persona, all’anagrafe Brian Warner. Dimenticate il “God Of Fuck”, scordatevi l’Anticristo, lo spauracchio, il freak depravato che ha scandalizzato il mondo intero. Dopo aver passato gli ultimi mesi a dimostrarsi artista a trecentosessanta gradi, passando in maniera inaspettata e abile da poesia a pittura a recitazione, dopo aver messo sotto i riflettori matrimonio e separazione dalla starlette Dita Von Teese, Manson ostenta un lavoro strettamente autobiografico, scevro delle collaborazioni importanti (Trent Reznor, Twiggy Ramirez, John 5), orfano della violenza verbale e della furia iconoclasta come svuotato degli anthem elettrici che hanno caratterizzato il personaggio più pericoloso della storia recente del rock. Musicalmente si riparte dal picco commerciale di “Personal Jesus”: i suoni sono ora vicini alla new wave, alla ballata gotica sofferente e suadente, sempre obbligatoriamente pennellata in tinture plumbee e orrorifiche, cariche della sessualità perversa e vampiresca di cui il personaggio si è sempre fatto portatore.  Protagonista assoluto degli undici pezzi, Manson canta la disperazione amorosa aiutato dall’ex bassista Skohld, autore di una prova sopra le righe nella inedita veste di chitarrista: drammatico, teatrale, depressivo ma anche elettrico e vibrante sa movimentare l’umore statico della raccolta con assoli importanti. Un album lento, depressivo e pesante, e necessario nel percorso dell’artista, oggi poco credibile nei panni dello shock-rocker, che tenta una via inedita e intimista, colpendo nel segno con il goth pop di “Heart Shaped Glasses”, la dark love story di “If I Was Your Vampire” e le reminescenze di David Bowie di “Putting Holes in Happiness”. Il problema è uno solo: dopo la prima metà l’album scivola nella perdizione, tra un occhiolino ai fan storici e degli strascichi tormentati che abbassano considerevolmente la valutazione finale. C’è poi da interrogarsi sulla veridicità delle dichiarazioni del nostro, che gira con una ragazza della metà dei suoi anni e continua a dichiararsi cuore spezzato… ma preferiamo fermarci alla musica: di album interamente validi Marilyn Manson ne ha fatto uno solo a parere di chi scrive, e questo “Eat Me, Drink Me” non sfugge alla regola di una discografia fatta di album belli solo a metà. Togliendo tutta l’effettistica inoltre non rimane una voce così bella da poter far brillare quest’album, parzialmente inconsistente. Speriamo l’umore non influisca sulle prove live, perchè se così fosse le tenebre calerebbero sempre più fitte su Marilyn Manson.

TRACKLIST

  1. If I Was Your Vampire
  2. Putting Holes In Happiness
  3. The Red Carpet Grave
  4. They Said That Hell’s Not Hot
  5. Just A Car Crash Away
  6. Heart-Shaped Glasses (When The Heart Guides The Hand)
  7. Evidence
  8. Are You The Rabbit?
  9. Mutilation Is The Most Sincere Form Of Flattery
  10. You And Me And The Devil Makes 3
  11. Eat Me, Drink Me
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