8.0
- Band: MAROON
- Durata: 00:43:15
- Disponibile dal: 27/03/2006
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: EMI
Quando i Mondi collidono: ciò recita il titolo del nuovo disco dei tedeschi Maroon; e poche volte titolo fu più azzeccato di questo. Già, perché gli universi che collidono, in questo “When Worlds Collide”, sono le varie diramazioni del metal-core, una volta per tutte incanalate, in modo fenomenale, in un lavoro mastodontico (non a caso, troviamo sulla cover un guerriero alieno dal muso d’elefante). Hardcore metallizzato, death melodico, death-core, thrash della Bay Area, metal-core di scuola tedesca…c’è davvero un po’ di tutto nell’album qui recensito, che, nell’ambito del suo genere, va ad assumere le sembianze di una sorta di abbecedario di quanto è stato proposto finora. Partendo innanzitutto dai precedenti “Antagonist” ed “Endorsed By Hate”, due platter già apprezzatissimi, i Maroon hanno rispolverato qualche “dischetto” e qualche influenza qua e là, inglobandoli nel loro songwriting già abbastanza (ma non del tutto) personale: parliamo di capolavori quali “The Chainheart Machine” dei Soilwork, “Whoracle” degli In Flames e i più recenti “Antigone” e “Shadows Are Security”, rispettivamente di Heaven Shall Burn e As I Lay Dying. Il risultato che ne esce è, come prevedibile, strepitoso: “When Worlds Collide”, bisogna dirlo subito, non ha un pezzo debole al suo interno, bensì inanella dieci brani (più tre intermezzi acustici, “Sirius”, “Arcturus” e “Koo She”) di pura esaltazione e goduria; il pesantissimo assalto sonoro composto da scariche thrash-death-core, intervallate dai classici, massicci breakdown marooniani, è stato dotato per l’occasione di dosi notevoli di melodia – mai stucchevole e smielata, però – che fanno aumentare in modo esponenziale l’appeal del gruppo, così come il maggior inserimento di assoli di chitarra (sentitevi quello spettacolare di “Confessions Of The Heretic”!) ne mette in mostra le spiccate doti tecniche. Le tracce sono fresche, dinamiche, coinvolgono in maniera fisica l’ascoltatore e, semplicemente, sono belle. La varietà è un altro aspetto che i Maroon si sono trovati a migliorare in questa terza release: già in “Endorsed By Hate” le avvisaglie erano state comunicate, ma questa volta i ragazzi han fatto sul serio, e basta ascoltare la strumentale “The Omega Suite Pt. II” per rendersi conto di che pasta siano fatti i nostri cattivissimi tedeschi. Andre Moraweck, sperando che abbia sostituito l’abitudine di sputarsi addosso durante i concerti con qualcosa di più umano, è migliorato notevolmente e conduce le danze grazie a linee vocali semplici, quadrate ma efficacissime; la sezione ritmica accelera, rallenta e riparte in un continuo ondeggiare di ritmi, mentre la coppia d’asce Grund-Rieche (quest’ultimo rimpiazza il defezionario Marc Zech) propone alcuni fra i riff migliori della carriera della band. “24HourHate”, la sintetica “And If I Lose, Welcome Annihilation” e “Wake Up In Hell” aprono il discorso nel migliore dei modi, lasciando poi spazio ad “Annular Eclipse”, forse il primo esperimento di melodic power-core, considerato lo squillante apporto vocale di Mikkel Sandager, singer dei Mercenary. Ma è da questo momento in poi che l’album ingrana il turbo e annichilisce senza speranza ogni tentativo di critica: “Confessions Of The Heretic”, “There Is Something You Will Never Erase” (con la partecipazione di Roger Miret degli Agnostic Front), “Sword And Bullet” e l’inno “Vermin” vanno direttamente nella top ten dei brani composti dal combo germanico. Chiude i conti la riassuntiva “Below Existence”, compendio di quanto si è ascoltato in “When Worlds Collide”, album che potrà realmente diventare un masterpiece metal-core, ennesima dimostrazione della supremazia della scena tedesca in Europa, l’unica a contrastare i pompatissimi nomi d’Oltreoceano. I tasselli di questo puzzle sono tutti al loro posto. Lo si deve solo incorniciare. Acquisto obbligato per chiunque si consideri fan di metallo estremo. Pura gioia per le nostre orecchie. Sanguinanti.
