MARTYRDÖD – Paranoia

Pubblicato il 05/06/2012 da
voto
7.5
  • Band: MARTYRDÖD
  • Durata: 00:42:07
  • Disponibile dal: 22/06/2012
  • Etichetta: Southern Lord
  • Distributore: Goodfellas

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Giusto i primi trenta secondi della scanzonata intro di “Nog Är Nog” fanno battere innoquamente il piedino in questo devastante album crust-core chiamato “Paranoia”. Tutto il resto non fa ridere o rilassare affatto, nè è divertente, nè scanzonato, nè innocuo, nè niente. C’è solo distruzione in “Paranoia”. Veleno e bile che schizzano da ogni orifizio e cieco orrore anarchico-nichilista che corre senza freni sui binari di una guerra senza quartiere nè confini. La Southern Lord ci riprone sempre più punk ultra-pesante, e sempre meno ambient, black metal e doom, ma va bene così, se l’ennesimo prodotto controcorrente (o ormai standard?) dell’etichetta dei due Sunn O))) boys si chiama “Paranoia”, è dei cruster svedesi Martyrdöd e spacca la faccia proprio come questo album fa. Le direttive stilistiche sono quelle irrinunciabili del punk più bellicoso e regresso dei Discharge, dei Doom, dei Deviated Instinct e degli storici compatrioti della band Anti Cimex e Totalitär. Ma i Martyrdöd non si fermano solo qua nel vomitare il loro bolo musicale sfaccettatissimo e incazzato all’inverosimile. Si scorge dunque senza grossi problemi nel loro sound il death and roll anfetaminico degli Entomebd di “To Ride…” e l’insopportabile peso epico e vomitevole allo stesso tempo dei Bathory del loro primo oltranzista periodo pre-viking. “Paranoia”, dunque, è grande nell’essere solido e omogeneo nella sua irruenza punk, e dunque integro e fiero, ma anche sfaccettato e poliedrico allo stesso tempo, e mette in bella mostra una band affatto chiusa in dei clichè musicali integralisti o recintati da preconcetti stilistici, ma al contrario ispirati e dinamici nell’assemblare una proposta che bilancia alla perfezione potenza e tradizione,  con modernità e freschezza. Le undici tracce di “Paranoia” non solo demoliscono i timpani per il volume sprezzante che sprigionano, non solo fanno tremare le ossa del cranio per la potenza inarrestabile che impongono, ma sono anche composizioni “sapienti” e intelligenti sotto l’aspetto prettamente formale e stilistico. Scansano saggiamente i clichè più riduttivi del crust, evitando di essere troppo corte e regresse, optando più per una durata media che permette il respiro e l’assorbimento perfetto della loro immensa energia e schivano alla perfezione la noia, evitando di chiudersi in sè sotto l’aspetto insidioso della velocità presettata col pilota automatico – tipico purtroppo di tanto hardcore. Il lavoro dunque risulta dinamico e pieno di inventiva, con passaggi più ampi e “crusty” ben miscelati a ritmiche d-beat inarrestabili e a una generale attitudine rock ‘n roll fresca ed energetica che non permette mai all’intensità di calare per un secondo. Il songwriting infine è ispiratissimo e mai banale, l’uso delle voci fa paura nel suo essere disperato e raccoltissimo allo stesso tempo, e le chitarre bilanciano benissimo assoli e breakdown più groovy senza farsi guerra a vicenda, ma complementandosi. Higlight assolute senza alcuna possibilità di appello sono la catastrofica dichiarazione di guerra “Ett Hjärta Av Eld” e la sanguinante “Det Sker Samtidigt”, che in ambito crust/hardcore/d-beat ci propongono i groove più dannatamente colossali e indemoniati che sentirete nel duemiladodici. Fatevi spaccare la faccia dalla potenza fuori controllo dei Martyrdöd, sarà solo un immenso piacere.

TRACKLIST

  1. Nog Är Nog
  2. Överkom Er Rädsla
  3. Klassfienden
  4. Hör Världens Rop
  5. Ett Hjärta Av Eld
  6. En Tragisk Zeitgeist
  7. Det Sker Samtidigt
  8. Paranoia
  9. Köttberg
  10. Avbön
  11. Varje Val Har Sitt Pris
6 commenti
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