MASS IDOLATRY – Impure

Pubblicato il 13/11/2014 da
voto
7.5
  • Band: MASS IDOLATRY
  • Durata: 00:32:12
  • Disponibile dal: 23/09/2014
  • Etichetta: L'Inphantile Collective
  • Distributore:

Giusto il tempo, un paio di anni fa, di riunire sotto lo stesso tetto alcuni musicisti facenti parte di valide realtà fiorentine come Sickening e Nudist, di rilasciare una breve demo l’anno dopo, ed eccoci che ci troviamo a parlare oggi di “Impure”, prima release vera e propria dei Mass Idolatry pubblicata dalla ceca L’Inphantile Collective e già ottima dimostrazione della dimestichezza dei ragazzi con la materia in esame. Stiamo parlando di un grindcore di chiara matrice nord-europea, svedese per la precisione, visto che gli immancabili Nasum, i successori Rottend Sound, ma anche acts più recenti come gli Afgrund rappresentano certamente la colonna portante dietro al quale si sviluppa il sound dei fiorentini, che riescono però nel corso dei 18 brani composti a proporre delle interessanti variazioni alla portata principale, gestendo nel migliore dei modi i numerosi cambi di dinamiche delle canzoni di “Impure”. Se la doppietta “Dragged”/”Locked In A Cage” suona come una esplicita dichiarazione di intenti, fatta tutta di blast-beat, ripartenze e d-beat, da “Shadows”, “Stoned Edge Of Society” o “Desire” in poi, si introducono varie significative eccezioni, sia per l’introduzione di corpose partiture crust, sia per gli sporadici umori atmosferici che verranno pienamente esplorati nella seconda parte del lavoro. La chitarra di Alessandro propone continui assalti all’arma bianca, grazie ad una ispirazione concreta e ben conscia del risultato finale da raggiungere, ma è certamente la voce di Lorenzo, “screamosa” e dalle linee vocali sempre incalzanti, anche se poco variegate, il tratto che maggiormente avvicina i Mass Idolatry alla sopracitata scena svedese, mentre il drumming di Marco, viceversa, è quello che più dona varietà e freschezza alle composizioni, senza dimenticare l’apporto profondo del basso saturo di Alioscia. La variazione tra tempi alternati, blast beat e riff in tremolo picking, senza mai tralasciare qualche spunto improvviso, sia esso ricco di groove (“Unleashed”, “Turning Sun”), o vicino ad altri generi musicali “collaterali”, come lo pseudo-stoner di “Pororoca”, è la formula vincente, anche se un po’ statica, della prima parte di “Impure”, che subisce invece successivamente un sensibile cambiamento. I ritmi rallentano, le chitarre si fanno più sofferenti e melodiche, arrivando persino a ricordare da vicino alcune bands “post” o black metal, senza per questo privarsi di continui ricorsi al genere di riferimento: “Empire” o ancora meglio “900 Days”, rappresentano egregiamente questi svarioni stilistici gestiti con assoluta coerenza e credibilità dal gruppo, che torna sulle ultime battute a ricollegarsi concettualmente e stilisticamente alle bordate crust/grind dell’inizio. “Impure” è quindi intenso e selvaggio, ma non per questo banale o ingenuo: la pluriennale esperienza nel settore dei suoi membri ha il suo peso complessivo, e la volontà dei ragazzi nel dedicarsi a qualcosa di più diretto e spensierato rispetto ai loro progetti principali è viva e tangibile, nonché ottimamente realizzata. Questo genere in Italia necessita di nuove, fresche leve, ed i Mass Idolatry sono qua ad incarnare concretamente una validissima alternativa alle “solite” band storiche che hanno fatto la storia del grind tricolore.

TRACKLIST

  1. Dragged
  2. Locked In A Cage
  3. Economy Domine
  4. Shadows
  5. Stoned Edge Of Society
  6. Desire
  7. Unleashed
  8. Turning Sun
  9. Pororoca
  10. Signs Of Tragedy
  11. Empire
  12. 900 Days
  13. Corrosion Of Personality
  14. Kansas
  15. Impure
  16. Anesthetized
  17. Bound To Isolation
  18. Insect Brain
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