MASTER – On The Seventh Day God Created…Master

Pubblicato il 23/10/1991 da
voto
9.0
  • Band: MASTER
  • Durata: 00:35:55
  • Disponibile dal: 01/10/1991
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore:

Questa è una di quelle rarissime volte nelle quali anche noi metallari brutti, sporchi ed ignoranti dobbiamo fermarci a ringraziare il Signore, dato che, contrariamente a quanto narra la leggenda, al posto di riposare il settimo giorno lo passò a creare i Master, almeno stando a quanto recita il titolo del secondo album della band di Paul Speckmann! Dopo il “successo” del fulminante esordio omonimo, il nostro non perde assolutamente tempo e a distanza di poco meno di un anno pubblica il grandissimo “On The Seventh Day God Created… Master”, sempre sotto l’egida di una allora sconosciuta Nuclear Blast, che avrà proprio dai Master, dai Pungent Stench e dai Disharmonic Orchestra i primi piccoli successi editoriali. Speckmann provvede poi a cambiare gli altri due membri della formazione, la qual cosa rimarrà una costante della propria carriera, almeno fino agli ultimi album. Quindi fuori i vecchi amici Bill Schmidt e Chris Mittleburn e dentro Aaron Nickeas degli Abomination e sua maestà Paul Masvidal, qui alla prova più truce ed ignorante della propria carriera. Venendo al lavoro, l’album non è qualitativamente inferiore a “Master” e, sebbene quasi tutti i classici provengano dall’esordio, con esso forma un tutt’uno assolutamente coeso e spettacolare, fatto di death primigenio nel quale convivono ancora consistenti tracce di thrash slayeriano. In questa opera seconda, se si esclude “America The Pitiful”, sorta di storpiatura a fini denigratori dell’inno nazionale, tutti i brani sono dei veri e propri capolavori del death, suonati alla perfezione e dotati di una carica eversiva che, ahinoi, oggi in pochissimi possiedono. I ritmi sono quasi sempre sostenuti, le decelerazioni paludose che tanto piacciono alle band floridiane sono certamente presenti ma trovano molto meno spazio. Speckmann perfeziona il suo cantato, rendendolo più basso ed oscuro, aiutato in questo anche dalla presenza di John Tardy degli Obituary alle backing vocals su alcuni brani. Masvidal pare irriconoscibile rispetto al musicista che suonerà su “Focus” dei Cynic e su “Human” dei Death, mentre Nickeas fornisce una prova terremotante e senza fronzoli. Dal death tout court di “Latitudinarian” e “Heaten” fino alle contaminazioni con il thrash di “Used” o addirittura con l’hardcore discharge-iano di “Demon”, i Master non sbagliano un colpo, arrivando a chiudere l’album con una pietra angolare del death metal quale “Submerged In Sin”, uno dei brani più complessi ma scritti dalla band, che per il resto ha sempre avuto la fama di badare al sodo, tanto da venire soprannominati i Motorhead del death metal. “On The Seventh Day God Created… Master” è quindi uno dei punti più alti della carriera di Paul Speckmann, sicuramente il loro lavoro più ambizioso e quello registrato e suonato dalla formazione migliore in assoluto. Troppo spesso la band di Chicago rimane in penombra davanti ai grandissimi nomi del death metal dei primordi, ma questo lavoro e quello precedente ad esso dimostrano che il trio ha pienamente il diritto di sedere al ristretto tavolo dei più grandi!

TRACKLIST

  1. What Kind Of God
  2. Latitudinarian
  3. Heathen
  4. Used
  5. Demon
  6. Constant Quarrel
  7. Judgement Of Will
  8. America The Pitiful
  9. Whose Left To Decide
  10. Submerged In Sin
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